La maggioranza risale la china e va avanti. Project in soffitta. Opposizione sulle barricate

Restano le tensioni e i distinguo, ma la maggioranza si ritrova unita per approvare l’assestamento e la salvaguardia degli equilibri di bilancio e scongiurare il commissariamento.

Dall’opposizione però piovono richieste di dimissioni e accuse. La seconda convocazione del consiglio andato deserto lo scorso 7 agosto si è svolta ieri pomeriggio a Palazzo di Città. E l’ok ai provvedimenti fondamentali per la sopravvivenza amministrazione è arrivato con 9 voti favorevoli, 7 contrari (Volontà Popolare, Città attiva e gruppo misto) e l’astensione di Tiziana Lezzi. Tra i sì anche quello dell’ex vicesindaco Sonia Martino (Pd) che nei giorni scorsi ha rifiutato il ritorno in giunta con motivazioni al vetriolo.

“Non rinnego nulla di quello che ho detto nella mia lettera aperta, ma il mio voto favorevole - affermato Martino - dipende da altre motivazioni quali le urgenze che non possono aspettare. Non posso tirarmi indietro perché ho fatto un patto con i cittadini. E ho scelto di essere responsabile. Questa esperienza mi ha insegnato che le poltrone si possono anche lasciare ma non bisogna mai perdere di vista l’obiettivo prioritario che è il bene della comunità”.

La sindaca Angelina Storino, in apertura del consiglio, ha parlato della crisi interna alla maggioranza comunicando poi il ritiro del punto all’ordine del giorno relativo al project financing sul cimitero, la querelle che ha lacerato l’amministrazione.

“Amministriamo dal 2015: quattro anni intensi, duri, dolorosi, belli, emozionanti, faticosi, distruttivi, fibrillanti. Quattro anni però trascorsi a lavorare con onestà intellettuale per il bene comune. L’amministrazione - ha detto il primo cittadino - ha attraversato un periodo di crisi severa che avrebbe portato all'implosionedefinitiva se a mio avviso avesse adottato un comportamento diverso da quello assunto. Il progetto di finanza sul cimitero, probabilmente strumentalizzato da più di qualcuno, è stato causa di fibrillazione nella compagine di governo che ha vissuto un periodo intenso di dissapori. Per cercare di mettere a freno le varie visioni contrastanti ho ritirato il punto perché la pratica necessita di ulteriori approfondimenti. Ci siamo divisi sul cimitero e il percorso obbligato era proprio l’azzeramento della giunta per far decantare i malumori esistenti e consentirci di ritrovare serenità. Auspico che questa difficoltà diventi ora punto di forza per andare avanti con senso di responsabilità”.

La sindaca ha quindi presentato un emendamento, approvato poi dalla maggioranza, per stornare 100mila euro (previsti per la realizzazione di un campo da tennis) da destinare al cimitero.

L’assessore Giorgio Manfreda, promotore del project, ha invece ritirato i suoi due emendamenti presentati nel pieno della crisi d’agosto, incassando il no al progetto sul cimitero che fino all’ultimo ha difeso a spada tratta. Ha accusato il colpo, ma “sosterrò questa amministrazione fino all’ultimo giorno. Tuttavia, l’azzeramento e la crisi politica non sono dovuti al project, ma all'approssimarsi delle elezioni comunali della prossima primavera”, è stata l’irritata puntualizzazione di Manfreda.

“È un’amministrazione allo sbando: sembra ormai un circo. La giunta non è completa come organico e nemmeno nella distribuzione delle deleghe e la sindaca nelle sue comunicazioni ha sorvolato come se nulla fosse. La maggioranza è ormai attraversata da una guerra tra bande a suon di emendamenti ritorsivi”, ha accusato Lino Guido.

Sulla questione del project il clima si è fatto ancor più rovente. Nel corso dei lavori del consiglio, il, capogruppo di Volontà Popolare ha richiamato l’attenzione di carabinieri e Procura con un esposto pubblico. In Aula, peraltro, era presente anche il comandante della compagnia dei carabinieri di Lecce, il capitano Flavio Pieroni.

“Ci sono cose non chiare che devono essere valutate da chi di dovere. Invito quindi i carabinieri ad acquisire tutti i documenti”, ha sottolineato Guido. L’ex sindaco ha chiesto lumi soprattutto sulla richiesta di acquisto di un lotto cimiteriale da parte di una confraternita: istanza che secondo Guido sarebbe stata elusa dall'amministrazione per dare priorità al project nonostante la richiesta dell’associazione religiosa fosse antecedente alla presentazione del progetto di finanza.

“L’iter è regolarissimo. Non ho nulla da nascondere e per questo sono disposto ad accompagnare il consigliere Guido in procura. Ovviamente, in queste settimane sono state pronunciate tante stupidaggini, insinuazioni e accuse, finanche su presunti interessi personali. Per questo sono pronto anche io ad andare in procura”, è stata la replica piccata di Manfreda.

Dai banchi della minoranza si è levata la richiesta di dimissioni sia nei confronti di Manfreda che della sindaca Storino. “Quando la maggioranza - è stato l’attacco di Marcello Manca (Città attiva) - boccia il progetto e il lavoro compiuto da un assessore, quest’ultimo deve lasciare la poltrona per dignità politica. E se il primo collaboratore del sindaco, ovvero la sua vice, elenca una serie di accuse precise contro l’operato del sindaco facendo venire meno la maggioranza politica prima ancora che numerica, un primo cittadino dovrebbe trarre le dovute conseguenze. Come è incomprensibile anche la scelta dell’ex vicesindaco che rifiuta di tornare in giunta e taccia la sindaca di incompetenza e di scelte spregiudicate per poi votare una settimana dopo a favore dello stesso primo cittadino. È un’amministrazione che si trascina ormai da troppo tempo senza concludere nulla”.

Secca, poi, la presa di posizione dell’ex capogruppo di maggioranza, Vincenzo Toma: “Meglio ex capogruppo della maggioranza, che capogruppo di una ex maggioranza”, ha esordito l’esponente del Pd con un gioco di parole. “Mi sono dimesso perché non condividevo politicamente le scelte di Manfreda sul project financing sul cimitero, ma nessuno può mettere in dubbio la trasparenza e l’onestà dell’assessore. La rottura sul project è dovuta ad una questione di merito. Dal punto di vista politico invece non stiamo facendo una bella figura, perché è mancata una linea comune. Qui però c’è da segnalare una novità: probabilmente alle prossime elezioni comunali previste tra otto mesi i componenti di questa maggioranza faranno scelte differenti, io ad esempio non mi ricandiderò. Ma nonostante le visioni diverse, nove persone - ha detto Toma - hanno deciso di andare avanti con senso di responsabilità, mettendoci la faccia, per condurre in porto il mandato ed evitare il commissariamento. E questo secondo me è una novità politica assoluta”.

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