100x100 - SUPERBRAVI DI CASA NOSTRA
Ecco la “Carica dei 100”. Gli esami di maturità si sono appena conclusi. E con una serie di interviste conosciamo i “superbravi” di Monteroni che si sono diplomati con il massimo dei voti. Per scoprire insieme chi sono le giovani eccellenze: sogni, emozioni, ambizioni e passioni dei nostri “geni”. E soprattutto che cosa c’è nel futuro, tra prospettive universitarie e professionali, dei monteronesi doc che con impegno e sacrifici si sono fatti valere nel loro percorso di studi. (m.c.)

(Appello ai lettori: per segnalare gli studenti di Monteroni che hanno preso 100 alla maturità scrivete a info@tgmonteroni.it)

La Carica dei 100: lusinghiero il contributo di Monteroni al risultato della Puglia

Anche quest’anno la rubrica “La Carica dei 100” ha riscosso tantissimo successo. E al netto dei risultati, ancora più della prima edizione.

Sia per il numero maggiore dei ragazzi intervistati, che per l’immancabile partecipazione dei nostri lettori. Al termine di quest’avventura sono tante le curiosità e le conclusioni da trarre, con un sorprendente cambiamento di rotta rispetto lo scorso anno. Ma andiamo per gradi.

Sara Paladini, Massimo Quarta, Michela Conte, Irene Centonze, Gianmarco Quarta, Eleonora Manca, Aurora Rizzato, Samuele Stabile, Giorgia Valentini, Federica Manca e Rita Del Vecchio (ci aggiungiamo anche Gabriele Chirizzi che non ha potuto concederci l’intervista) sono i nomi dei “geni” di casa nostra usciti con il massimo dei voti alla maturità. Ben undici 100 e un 100 e lode. In pratica il doppio rispetto allo scorso anno, quando le eccellenze erano 6. Per un momento soffermiamoci infatti sui numeri. Stando al comunicato stampa esposto dal Miur sui dati della prova di maturità dell’anno accademico 2016/2017, la Puglia risulta la regione con il numero maggiore di “super bravi”, con 944 diplomati con lode (dietro la Campania con 802 e la Sicilia con 516). Un traguardo eccezionale che deve essere però “preso con le pinze”, senza farsi trascinare dal qualunquismo. Fanno infatti riflettere i risultati delle ultime prove invalsi, che vede la Puglia tra i gradini più bassi della classifica. Ma su queste variabili ci lavoreranno gli esperti. Noi, nel frattempo, faremo uso dei dati consegnatoci dal Miur qualche settimana fa. E prendendo in prestito altri numeri (disponibili sempre su miur.gov.it) balza all’occhio un altro record: nella nostra Puglia il 7% dei maturandi è uscito con 100/100 (la classifica esclude i 100 e lode) a discapito di media nazionale che recita 5.3%. Facendo una proporzione inversa, notiamo che sui 36.307 pugliesi che hanno sostenuto gli esami, ben 2541 hanno “festeggiato” il 100. In media, quindi, quattro “super bravi” per ogni paese della regione, considerando i 258 comuni e le 6 province. E’ facile allora intuire come Monteroni superi di gran lunga e precisamente di 8 unità questa speciale classifica. Da ciò, infatti, ricaviamo quest’altro sorprendente dato: le eccellenze monteronesi ammontano allo 0.4% dei 100 di tutto il territorio pugliese (0.04 a livello nazionale). Mica male per un comune di 15.000 abitanti. Un risultato da non sottovalutare.

Tralasciando adesso i numeri, iniziamo ad analizzare le risposte degli intervistati. Tra le parole più gettonate troviamo sicuramente “impegno”. Il che potrebbe sembrare scontato, ma trova una radice davvero profonda nelle aspirazioni dei piccoli geni. Perché per la maggior parte di loro, maturarsi con 100 ha significato portare a termine un impegno preso fin dai tempi del primo giorno di scuola. Un percorso che se non accompagnato dalle amiche “costanza” e “sacrificio” non avrebbe potuto produrre il risultato sperato. Già, perché le due ultime paroline non sono poi messe a caso per abbellire una domanda fatta da un giornalista. Ma son direttamente proporzionale alla riuscita dell’obiettivo. Tutto questo però non basta. I ragazzi, infatti, si son dimostrati aperti e socievoli, facendo vedere di non essere degli studiosi ossessionati. Anzi esattamente il contrario. E forse la chiave del successo sta proprio qui. C’è chi ha bisogno di staccare per far riposare la mente, dedicandosi alla musica, alla pittura, al cinema o allo sport. E chi, in minoranza, ama semplicemente fermarsi a guardare il mare e leggere un bel libro di fantasia. A proposito di lettura, fra i loro autori preferiti figurano sicuramente nomi di grande portata come Friedrich Nietzsche, George Orwell, Italo Calvino e quelli più contemporanei come Roberto Saviano, Niccolò Ammaniti, Alessandro D’Avenia e Alessandro Baricco. E senza snobbare poi il cinema. Tutti e 9 hanno infatti mostrato diversi gusti cinematografici, con numerose pellicole di successo tra le loro preferenze. “Alice in Wonderland” di Tim Burton, “Interstellar” di Christopher Nolan, “La ricerca della felicità” di Gabriele Muccino, “2001 - Odissea nello spazio” di Alfred Hitchcock, “Sette Anime” sempre di Gabriele Muccino, solo per citarne alcuni.

La maggior parte di loro proseguirà gli studi per entrare in Università: Medicina resta la facoltà più gettonata, a seguire Ingegneria, Giurisprudenza e l’Accademia delle Belle Arti. Mentre soltanto uno ha intenzione di entrare a far parte dell’esercito. Delle strade molto differenti, come le scuole in cui hanno conseguito il diploma (Liceo Scientifico x 3, Tecnico x 3, Classico x 2, Liceo Artistico).

Merita, inoltre, un capitolo a parte la straordinaria impresa di Rita Del Vecchio: la quarantunenne monteronese diplomatasi quest’estate con il massimo dei voti all’ISISS Luigi Scarambone. Purtroppo non ci è concesso sapere quante altre persone “over” abbiano avuto la stessa sorte in Italia. Siamo però sicuri che si possano contare sulle dita di una mano. Perché se affrontare la maturità a 19 anni non è mica uno scherzo, figuriamoci a 41 con una famiglia alle spalle.

Il dato che però fa riflettere più di tutti è il seguente: una metà dei ragazzi ha dichiarato di vedere la propria vita familiare e lavorativa qui in Salento, dopo aver ampliato le loro conoscenze all’estero. Mentre, l’altra, desidera emigrare altrove in cerca di fortuna. Un risultato in controtendenza rispetto a quella che era la situazione degli intervistati dello scorso anno (quando addirittura 5 ragazzi su 6 dichiararono di voler andare a vivere fuori). Che Lecce e le sue potenzialità siano state rivalutate? Certamente il boom turistico del 2017 ha fatto la sua parte. Questa sfrenata rincorsa degli Europei verso le zone del “tacco d’Italia” ha forse fatto riflettere più del dovuto. E’ giusto andare via da una terra desiderata da tutti? Fatto sta che questo fenomeno non rimarrà a galla per tantissimi anni altri. In più, vivere in una terra esteticamente bella non vuol dire avere più speranza di trovare lavoro (al netto delle offerte derivanti dal settore turistico).

Addio, addio amore, io vado via. Amara terra mia, amara e bella” cantava Domenico Modugno. Uno che da queste passi ci è concretamente passato. Amara e bella. Si, perché se da un lato assistiamo frequentemente al fenomeno della “fuga di cervelli” è anche vero che fa troppo male allontanarsi da un paradiso terreste invidiato da molti. I nostri ragazzi ne sono consapevoli. Ecco perché oltre ai vari complimenti sul loro Salento, come emerso nelle domande, in alcuni è purtroppo evidente la posizione sull’argomento dei posti di lavoro maggiori nelle regioni del Nord o addirittura all’estero. Ma non è tutto perduto. Perché con la speranza che la situazione possa cambiare, i ragazzi hanno anche parlato di un “ottimismo da preservare”. L’obiettivo, per loro, è uno solo: studiare fuori per tornare a vivere a Lecce; conoscere nuovi mondi per portare esperienza e provare a risanare l’ambiente materno dall’interno. In sintesi, dare speranza ad un Sud, spesso orfano di opportunità lavorative. Eh già, perché tornando ai numeri ci accorgiamo di un altro particolare: Monteroni conserva 10 eccellenze del Sud Italia (lo 0.07% del numero totale dei “100” meridionali). 10 potenziali menti che potranno contribuire a far rialzare il Mezzogiorno. Ed allora è bene ripartire da qui.

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