100x100 - SUPERBRAVI DI CASA NOSTRA
Ecco la “Carica dei 100”. Gli esami di maturità si sono appena conclusi. E con una serie di interviste conosciamo i “superbravi” di Monteroni che si sono diplomati con il massimo dei voti. Per scoprire insieme chi sono le giovani eccellenze: sogni, emozioni, ambizioni e passioni dei nostri “geni”. E soprattutto che cosa c’è nel futuro, tra prospettive universitarie e professionali, dei monteronesi doc che con impegno e sacrifici si sono fatti valere nel loro percorso di studi. (m.c.)

(Appello ai lettori: per segnalare gli studenti di Monteroni che hanno preso 100 alla maturità scrivete a info@tgmonteroni.it)

100x100. Gianmarco, a Roma o a Bologna, lo attendono gli studi di Medicina

È il turno Gianmarco Quarta. Nato a Copertino il 31 marzo 1998, vive a Monteroni. Si è diplomato con 100/100 al Liceo Scientifico “C. De Giorgi”. Ecco l’intervista.

Gianmarco, complimenti per il tuo risultato, cosa porterai con te di questi cinque anni?
Sono stati 5 anni davvero fantastici. A tal proposito devo ringraziare soprattutto i miei compagni di classe. Oltre che la scuola. Il "De Giorgi" è diventato la mia seconda casa. Di esperienze ce ne sono state tante: occasioni di condivisione, di scoperta e di crescita che ben si integrano con il percorso formativo. Ad ogni modo, se mi chiedi cosa mi è rimasto dentro, non posso non citare la mia esperienza come rappresentate d'istituto degli ultimi due anni. La campagna elettorale scolastica è lo specchio (in miniatura) di ciò che accade in ogni singolo paese, con tutte le sfumature che ne derivano. Riuscire ad essere eletto è stata una soddisfazione estremamente grande e ancora di più lo è stato affrontare questa avventura con il mio compagno di banco, eletto assieme a me. Spero di aver dato alla mia scuola quanto questa ha dato a me. Quest’incarico mi ha permesso di imparare tanto: mi ha insegnato a rapportarmi con l'autorità e con i gradini più alti della gerarchia scolastica in maniera produttiva; mi ha insegnato a parlare senza vergogna davanti a una platea di oltre mille persone ma, soprattutto, mi ha fatto realizzare che per ottenere ciò che si vuole, bisogna lottare.

Come si arriva a prendere 100?
Non esiste una ricetta per prendere 100. Credo fermamente che, in ogni caso, un numero non possa stabilire la maturità e/o l'intelligenza di una persona ma che indichi ben altri fattori. La mia esperienza personale mi porterebbe a dire che per ottenere il massimo bisogna sempre essere convinti di ciò che si fa. Nella mia carriera scolastica ho preso anche io qualche 4 ma non mi sono mai buttato giù per questo. Inoltre non credete a chi vi dice che per prendere 100 bisogna studiare 12 ore al giorno. Al contrario, bisogna interessarsi a ciò che ci circonda, dalla politica, allo spettacolo, allo sport, traendo beneficio da tutte le possibili esperienze, più importanti di qualsiasi lezione tra i banchi. Io stesso pratico pallacanestro praticamente da quando sono nato e questo non mi ha impedito di togliermi delle soddisfazioni anche a scuola. Bisogna saper gestire il proprio tempo e niente diventerà inaccessibile. "Volere è potere".

Hai presentato una tesina/percorso per la prova orale?
Il mio percorso si intitolava "la scalata per l'abbondanza" . Prende spunto da un libro che ho avuto la fortuna di leggere dal titolo: "Abbondanza: il futuro è migliore di quanto pensiate" di Steven Kotler e Peter Diamandis. I due analizzano l'attuale situazione della società, del pianeta e di tutti i problemi che ci affliggono da una prospettiva decisamente ottimistica. Propongono soluzioni, contrapposte all'immobilismo di chi è convinto che non ci sia alcuna via d'uscita. Ad essere onesti nemmeno io sono mai stato ottimista riguardo tali argomenti, anzi. Questo saggio, però, mi ha aperto la mente e mi ha spinto a guardarmi intorno con atteggiamento critico. Scorgendo opportunità e soluzioni lampanti che spesso ci lasciamo sfuggire. Credo che un po' di fiducia nel nostro futuro sia fondamentale per andare avanti. È questo il messaggio che ho voluto dare alla mia commissione d'esame, dando il via a un dibattito sull'attualità, in cui ho spiegato per quali motivi il futuro sarà effettivamente migliore di quanto pensiamo. (Consiglio vivamente a chiunque la lettura di questo libro).

Quali sono le tue passioni?
Il cinema, il cinema e ancora il cinema. Mi definirei un drogato di film, serie TV e tutto ciò che ruota intorno a quel mondo. Trovo straordinaria la possibilità di raccontare delle storie che possono colpire al cuore e non lasciarci mai più. Staccare la spina per un'ora o due e catapultarsi in un altro mondo. Per questo stesso motivo adoro anche ascoltare tanta musica e leggere libri e romanzi dei generi più disparati. E poi c'è il basket, che mi ha formato caratterialmente e socialmente in tutti questi anni. È stata la valvola di sfogo che mi ha permesso di sopportare tanto e di divertirmi anche nei momenti peggiori. Non credo che lo abbandonerò mai definitivamente, fa parte di me e continuerà ad esserne parte integrante per tutta la vita.

Ed il tuo libro preferito? E l’ultimo che hai letto?
Credo di poter classificare al primo posto "l'isola del tesoro" di Stevenson. Sarà perché l'ho letto da bambino e mi ha colpito in maniera particolare. Ho sognato di combattere con i pirati e probabilmente è stato tra i romanzi che mi hanno iniziato alla grande letteratura. L'ultimo libro che ho letto di recente invece è "La paranza dei bambini" di Roberto Saviano.

Mentre il tuo film preferito? E l’ultimo che hai visto?
In assoluto "Birdman" perché ho amato la regia di Inarritu e l'interpretazione dell'intero cast. È uno dei pochi esempi di "teatro sul grande schermo" che mette in mostra la bravura degli attori e propone una critica pungente al cinema moderno, colpevole di aver sacrificato l'arte e la poesia per lasciar posto al mondo strabiliante degli effetti speciali (simboleggiato dai film sui supereroi). Ultimamente ho visto per l'ennesima volta "sette anime", film straordinario, forse il primo e l'unico che mi ha fatto versare qualche lacrima. Sicuramente nella mia top 3.

Tornando al futuro, cosa ti attende adesso?
Mi auguro che ad attendermi ci sia un futuro ricco di opportunità. Anzi lo auguro a tutti coloro i quali, come me, hanno terminato il liceo in questi anni e si trovano a doversi scontrare con la realtà del mondo in cui viviamo. Affronterò l'università lontano da Lecce, mio malgrado, ma questo mi offrirà la possibilità di crescere ulteriormente e di ampliare i miei orizzonti. Mi ritengo una persona dalla mentalità aperta e non vedo l'ora di vivere nuove esperienze che si aggiungeranno al mio bagaglio personale.

Cosa vorresti fare da grande?
Dopo aver passato il periodo in cui volevo fare l'astronauta o, contemporaneamente, l'attore o il regista, mi sono lentamente appassionato al mondo della medicina. Spero di diventare un bravo medico, magari nel ramo della neurochirurgia. La strada sarà lunga e piena di sacrifici ma sono certo che ne varrà la pena. Attualmente risulto immatricolato alla facoltà di medicina e chirurgia dell'Università Cattolica a Roma (avendo superato il test di ammissione a marzo) perciò posso dire con certezza che studierò Medicina. Comunque sosterrò anche il test statale del 5 settembre perché il mio desiderio è di studiare a Bologna.

E dove immagini la tua vita familiare e lavorativa? Qui o altrove?
Lecce è Lecce. Credo che ognuno di noi debba porsi come obbiettivo quello di ritornare a casa per arricchire il proprio territorio. Oramai non esistono barriere che ci impediscano di realizzare i nostri sogni e di entrare in contatto con persone e idee provenienti da tutto il globo. A mio parere, abbiamo il dovere di attingere a questo serbatoio sconfinato di opportunità e, dove possibile, tornare a casa propria, mostrando riconoscimento per l'ambiente in cui siamo cresciuti e contribuendo ad accrescerne le potenzialità. Amo il Salento e il mio sogno è quello di realizzarmi professionalmente e trovare il mio posto qui a casa, tra mare e lavoro, con la mia futura famiglia.

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