Tap, dopo le parole del questore infuria lo scontro tra Guido e Favale

Fuoco incrociato tra l’ex sindaco di Monteroni, Lino Guido, e l’assessore all’urbanistica Piero Favale, che nei mesi scorsi, insieme a tanti amministratori comunali salentini, ha preso parte al presidio “No Tap”.

Ad accendere la miccia un post di Favale, a commento delle dichiarazioni del Questore di Lecce, Leopoldo Laricchia, che riferendosi alla vicenda Tap aveva sollecitato “chi ha responsabilità pubbliche e rappresenta le istituzioni a non schierarsi frontalmente contro lo Stato”.

“Le manifestazioni di protesta non contengono olio di palma. Uno Stato cieco - ha scritto l’assessore di Monteroni nella sua sortita social - non è uno Stato democratico. Lo Stato è il risultato di un patto sociale tra popolazione e istituzione e non uno strumento per sopprimere, in maniera autoritaria, le istanze di chi, legittimamente, esercita il diritto-dovere di dissentire”, ha concluso Favale.   

Affermazioni che, oltre a far partire una incalzante richiesta di dimissioni, hanno suscitato “stupore e indignazione” sui banchi dell’opposizione di centrodestra.

“La nostra opinione, ma soprattutto quella dei cittadini monteronesi, è diversa dalla posizione dell’assessore. Senza se e senza ma: noi - tuona il capogruppo di Volontà Popolare - siamo dalla parte del questore, delle forze dell’ordine e della legge, ringraziando tutti coloro che quotidianamente rischiano la loro vita per garantire la nostra sicurezza. L’olio di palma - ribatte Guido - è contenuto nelle assurde considerazioni dell’assessore, perché quello Stato che contesta così apertamente è lo stesso che con i trasferimenti gli paga l’indennità per guidare, peraltro in maniera fallimentare, l’assessorato all’urbanistica”.

Poi, nel mirino di Guido finisce anche il primo cittadino Angelina Storino.

“Sorprende altresì il silenzio della sindaca anche su questa questione: ci auguriamo che sia una semplice distrazione e che abbia il coraggio di prendere pubblicamente posizione a favore dello Stato e delle sue Istituzioni e provvedimenti drastici verso il suo assessore”. Quindi - è il ragionamento dell’ex primo cittadino - se “per sindaca ed assessore lo Stato non è credibile”, loro non “possono esserne rappresentanti”. Una frase caustica che chiosa con un invito dirompente: “Dimettetevi subito!”.

Ma a stretto giro arriva la replica, anche questa condita al vetriolo, dell’assessore Favale.

“Le mie dichiarazioni sono a disposizione di tutti, forze di polizia comprese, e invitano semplicemente a tenere conto delle tante istanze che i sindaci e tanti politici hanno espresso, in maniera sempre pacifica, a proposito della Tap. Nessun disconoscimento dello Stato - chiarisce l’amministratore comunale - e del valore costituzionale che ad esso viene riconosciuto. Lo stesso valore che viene riconosciuto al diritto di esprimere le proprie opinioni ed il proprio eventuale sentimento di protesta che a Guido appare così sovversivo”. Infine, senza troppi convenevoli, l’invito “a vergognarsi” rivolto all’ex sindaco

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