Villa Misrachi in vendita. Trevisi contesta assenza del “vincolo diretto”

In vendita la storica Villa Misrachi che sorge nel cuore del centro abitato di Monteroni. Una villa privata e monumentale risalente all’Ottocento, che presenta uno stile romanico e importanti decorazioni.

E, come è noto, oltre ad uno stile architettonico di elevato pregio, è circondata da un parco ricco di essenze con alberi secolari, piante mediterranee e giardino all’interno del quale c’è il famoso albero di canfora, unico in Europa per le sue dimensioni.
È un’area storica di notevole bellezza che si estende a poche decine di metri dal centro storico di Monteroni, con ingresso da piazzetta Romano. Una struttura imponente di circa 700 mq (2 piani e 33 stanze) circondata da 3 ettari di parco che potrebbero essere in parte utilizzati come un polmone verde.
Da diversi mesi gli attuali proprietari hanno deciso di alienare il bene. La vendita è pubblicizzata anche su siti stranieri e la storica villa potrebbe passare ancora una volta nelle mani di altri privati. Le istituzioni pubbliche, infatti, rischiano di essere tagliate fuori dalla trattativa. Il prezzo di vendita supera i due milioni di euro e non c’è traccia di un “vincolo diretto”. E su questo punto il consigliere regionale monteronese e capogruppo del Movimento5Stelle Antonio Trevisi vuole vederci chiaro. “Perché - si chiede l’esponente grillino - villa Carelli-Palombi, meglio note come Villa Misrachi, non è stata mai segnalata nel Piano territoriale paesaggistico regionale e mai è stato inserito il vincolo diretto dalla Soprintendenza? Eppure la villa è presente su diversi siti web di informazione turistica come bene di valenza architettonica, paesaggistica e ambientale. E tanto più una relazione della facoltà di Beni Culturali dell’Università del Salento, protocollata alcuni anni fa alla Soprintendenza, segnalava le ragioni per le quali era doveroso sottoporla a vincolo diretto”. Un vincolo che, oltre a rappresentare una tutela del luogo rispetto ad ipotesi ad esempio di trasformazione o cementificazione, darebbe agli enti pubblici il diritto di prelazione. “Una struttura così importante - prosegue il pentastellato - per la sua storia e per la sua magnificenza dovrebbe diventare un bene pubblico da tutelare, mentre non è stato mai segnalato come bene di importanza architettonica e paesaggistica nemmeno all’interno del Pptr”. Trevisi ha inviato una Pec alla Soprintendenza di Lecce, al Sindaco di Monteroni Angelina Storino e all’Assessore alla Pianificazione territoriale, urbanistica, assetto del territorio e paesaggio della Regione Puglia Anna Maria Curcuruto: “Si diano delle motivazioni chiare - scrive Trevisi nella sua denuncia - sul perché un bene culturale di prestigiosa caratura non sia stato segnalato dalle varie amministrazioni comunali. E’ necessario intervenire quanto prima aprendo un confronto con la Regione, l’Università, l’Amministrazione Comunale, i cittadini e le associazioni presenti sul territorio per riportare questo bene a disposizione dei cittadini monteronesi. Tutto ciò va affrontato quanto prima, se vogliamo che il patrimonio culturale possa fornire anche occasioni di crescita turistica, culturale e professionale per i tanti giovani che potrebbero valorizzare le nostre risorse spesso abbandonate nell’incuria”. Secondo Trevisi, tale struttura potrebbe diventate un importante polo funzionale a servizio del paese nonché un’attrazione turistica, aperta al pubblico e resa usufruibile per enti di ricerca o altre attività di interesse sociale e collettivo. E a conclusione della sua missiva, Trevisi chiede quindi agli enti “di procedere con le rispettive competenze alla verifica dei requisiti al fine dell’inserimento del vincolo diretto”.

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