Ex Cinema, “nessuna risposta dal Comune”: il Mas scrive al prefetto

Prosegue la polemica attorno al cantiere dell’ex “Cinema Italia” di Monteroni in “standby” da sette anni. E il Mas torna all’attacco e scrive al Prefetto e all’Asl per chiedere conto della condizioni di sicurezza e igienico-sanitarie dell’immobile.

Di proprietà privata è realizzato in piazza Italia dopo l’abbattimento del Cinema: un’opera ancora incompiuta, lavori cominciati e sospesi, cantiere chiuso e una gru che sovrasta da anni il cuore del centro abitato. Dopo le 100 firme protocollate in Comune dal movimento “Monteroni a sinistra” è arrivata la risposta dell’assessore all’urbanista Piero Favale: “Monitoraggio e controlli sono stati avviati da tempo. E l’amministrazione - ha detto l’amministratore - deve comportarsi come un arbitro chiedendo alla ditta esecutrice dei lavori garanzie su sicurezza e pubblica incolumità, tutela del decoro urbano e dell’igiene, senza entrare nel merito di altri aspetti connessi col principio dell’iniziativa privata”. Una replica che evidentemente non ha soddisfatto il Mas che è pronto a inoltrare un esposto agli enti preposti.
“Sono passati 30 giorni dall’ultima richiesta di informazioni - afferma la nota del movimento - inoltrata al Comune sullo stato del cantiere in Piazza Italia. E anche le 100 persone che hanno firmato la richiesta non hanno avuto una risposta. È questo il cambiamento targato Storino (o Toma)? E l’opposizione dai nomi altisonanti? Dove va a finire la difesa della volontà del popolo, quando si avanzano questioni sociali e che interessano la sicurezza e la salute? Si riduce tutto allo sterile dibattito dei consigli comunali, durante i quali si assiste a discussioni senza soluzione, dove l’unico obiettivo è mettere in difficoltà la maggioranza che ci mette magistralmente già del suo nel mostrare le contraddizioni di una compagine politica nata solo per vincere. Non ci saremmo mai aspettati un silenzio così assordante da parte di maggioranza e opposizione davanti a quel monumento all’immobilismo che attanaglia la sedicente cittadella universitaria”.
Per il Mas quindi “siamo di fronte ad un cambiamento che sembra più una continuazione del vecchio. I cittadini hanno il diritto di essere informati sullo stato di sicurezza del cantiere: abbiamo parlato - dicono gli attivisti - con sindaco, consiglieri, assessori. Niente di niente. Solo parole e rassicurazioni senza esito. Il 16 maggio abbiamo protocollato una richiesta di chiarimenti con annessa raccolta firme, ribadendo le stesse cose già formalmente evidenziate nel settembre 2015 senza nessuna risposta. Quindi, d’ora in poi a parlare saranno esclusivamente le carte. Ci rivolgeremo al prefetto e agli enti di competenza, oltre al Comune, per avere diritto ad una risposta. Dispiacere portare avanti questa battaglia in questi termini, ma crediamo sia un atto di rispetto nei confronti dei cittadini. Probabilmente - conclude il Mas - saranno altri soggetti a fornire risposte, a differenza di chi avrebbe dovuto farlo e non lo ha fatto. E sarebbe curioso sapere il perché”.

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