La proposta di Trevisi: fusione tra Monteroni, Carmiano e Arnesano

Il capogruppo del M5S in Regione lancia l’idea: “Un solo Comune di 30mila abitanti: l’unione fa la forza e fa anche risparmiare. Prima il comitato e poi il referendum”. Il popolo social si divide. E non manca l’ironia. Mentre i sindaci per il momento restano in silenzio.

Tre comuni in uno: Monteroni, Carmiano ed Arnesano. Invece di tre diversi “campanili” (con annesse frazioni come Magliano e Rione Riesci), una città di 30mila abitanti. Un ente unico. Ovvero, il terzo centro della Provincia, dopo Lecce e Nardò. A lanciare questa “proposta di fusione” è il consigliere regionale del Movimento5Stelle, il monteronese Antonio Trevisi. Un’ipotesi audace che l’esponente pentastellato ha sottoposto in queste ore, con una missiva, ai sindaci Angelina Storino (Monteroni), Giancarlo Mazzotta (Carmiano) e Emanuele Solazzo (Arnesano). Tre comunità limitrofe peraltro già “federate” nell’unione dei comuni “Union3”. “Come cittadino e come consigliere regionale - afferma Trevisi - propongo un progetto ambizioso, in cui altre amministrazioni italiane hanno già creduto, attuando un nuovo modello istituzionale”.
Con quali vantaggi? “Le fusioni - spiega il capogruppo grillino in Regione - sono il miglior mezzo per ridurre la spesa pubblica e la pressione fiscale, per ottimizzare i servizi e il personale. I benefici quindi molteplici, prima di tutto economici: da tre ad una sola amministrazione si ottiene un notevole risparmio legato ai costi della politica. Solo per Monteroni, ad esempio, il contenimento della spesa sarebbe di almeno 100mila euro all’anno”. Quindi: un solo sindaco, una sola giunta, un solo consiglio. Mentre i tre municipi rimarrebbero in piedi come sedi distaccate di un unico ente. “La fusione - sostiene Trevisi - consentirebbe poi maggiori entrate per trasferimenti erariali straordinari: circa il 40% in più in 10 anni rispetto a quello che i singoli comuni percepiscono adesso. E permetterebbe di derogare anche al patto di stabilità e di avere una maggiore possibilità di accedere ai finanziamenti”.
Dall’inizio del 2016, sono state 28 le fusioni di comuni (tutte al Nord) approvate con leggi regionali, per un totale di 74 comuni soppressi. E il numero dei “municipi” italiani è passato da 8.045 a 7.999. “Sono disponibile a coadiuvare il nascente Comitato per la fusione dei Comuni cui possono liberamente partecipare amministratori e cittadini che vogliano sposare il progetto”, conclude Trevisi, che annuncia “un incontro pubblico, da concordare con i sindaci, per una prima valutazione sulla fattibilità del progetto”. In ogni caso l’ultima parola spetterebbe ad un referendum popolare. Ma se questo matrimonio a tre s’ha da fare è tutto da vedere. Nella sola provincia di Lecce pendono da tempo altri cinque progetti di fusione. Intanto, sulle pagine facebook le opinioni si dividono. Nessun intervento social invece da parte dei tre sindaci: al momento, tra le istituzioni comunali prevale l’assoluta freddezza. E c’è chi sul web si avventura anche in improbabili ipotesi sul “nome di battesimo” giocando con la fusione delle parole e delle iniziali dei tre comuni. Ipotesi del tipo: Montecarsano, CarMonA o addirittura anche MonArCa. Per adesso quindi la questione rimane nel limbo dell’ironia e del pourparler.

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