Bocciata la variazione al bilancio, in Consiglio finisce 8 contro 8. Opposizioni invocano dimissioni

È stallo in Consiglio comunale. Questa mattina la votazione sulla variazione al bilancio di previsione è finita in pareggio: 8 favorevoli e 8 contrari.

E il provvedimento è stato quindi bocciato. Poi le opposizioni hanno abbandonato l’aula facendo venir meno il numero legale. L’assise si è tenuta, in via eccezionale, nelle sale della Biblioteca comunale del palazzo Baronale: l’Aula del municipio è infatti indisponibile per lavori in corso.

Hanno votato contro l’amministrazione i consiglieri Lino Guido, Mariolina Pizzuto, Massimiliano Manca e Oreste Paladini (Volontà popolare), Marcello Manca (Città attiva), Noemi Puce e Mimmo Quarta (gruppo misto Udc-Fratelli d’Italia) e anche l’ex vicesindaca Sonia Martino, che nelle scorse settimana ha lasciato la maggioranza. Assente, invece, Tiziana Lezzi. Insieme con la sindaca Angelina Storino hanno quindi votato a favore Vincenzo Toma, Piero Favale, Tommaso Leucci, Grazia Guido, Chiara Centonze, Antonio Madaro e Giorgio Manfreda, che nelle vesti di assessore al bilancio aveva illustrato una variazione di circa 140mila euro.

Un pareggio che, dopo le montagne russe dei scorsi mesi, manda nuovamente in fibrillazione l’amministrazione di Palazzo di Città, quando mancano ormai sei mesi alla scadenza del mandato.

L’esecutivo cittadino si ritrova infatti senza maggioranza. E dai banchi dell’opposizione sono piovute le richieste di dimissioni.

“Continuare ad amministrare senza avere i numeri rischia di diventare un caso nazionale. Faccio appello al senso di responsabilità e alla dignità politica e personale di tutti. Invoco un atto di affetto verso la comunità: le dimissioni della sindaca che non può più far finta di niente”,ha esclamato Marcello Manca.

“Al di là delle scelte e delle valutazioni politiche personali, ci accingiamo a lasciare un paese senza dubbio migliore rispetto a quello che abbiamo trovato cinque anni fa”, ha sostenuto Toma intervenuto a sostegno dell’amministrazione.

La seduta è stata poi sospesa per un quarto d’ora su richiesta del capogruppo di Volontà Popolare. Alla ripresa le opposizioni non si sono presentate e lo stesso Guido ha messo in chiaro il perché, prima di abbandonare anche lui i banchi del consiglio. “Non si possono chiedere atti di responsabilità in maniera unilaterale. Quello che è successo non può essere sottovalutato. L’obbligo dell’amministrazione è quello di avere una maggioranza, altrimenti è necessario prenderne atto. La responsabilità deve essere in primis quella dell’esecutivo e non può essere soltanto quella della minoranza, che non può sostituirsi a chi è chiamato ad amministrare una comunità”, ha sottolineato lo stesso esponente di Volontà Popolare prima di abbandonare l’aula.

Venuto meno il numero legale, la seduta è stata sciolta. E ora toccherà alla presidente del consiglio Chiara Centonze procedere alla seconda convocazione per i prossimi giorni: resta infatti da discutere e approvare la delibera sul programma comunale degli interventi per il diritto allo studio. Intanto, tornano ad addensarsi le nubi a Palazzo di Città dopo che l’assise di oggi, dopo le avvisaglie degli ultimi periodi, ha certificato l’assenza di una maggioranza autosufficiente nei numeri. 

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