Rimpasto, Volontà Popolare attacca: Svanita delega all’università e solo una donna assessore

“Giunta fatta, ma la delega ai rapporti con l’Università?”. Il gruppo di minoranza “Volontà Popolare” pone l’interrogativo dopo il rimpasto scaccia-crisi definito nelle scorse settimane dalla sindaca Angelina Storino, al termine di una lunga e convulsa bufera che ha spaccato la maggioranza di Palazzo di Città.

“Prendiamo atto - scrivono i consiglieri di opposizione Lino Guido, Mariolina Pizzuto, Massimiliano Manca e Oreste Paladini - del completamento della giunta da parte della sindaca Storino dopo un periodo travagliato di crisi amministrativa certificata da lei stessa durante l’ultimo consiglio comunale e non possiamo sottrarci ad alcune considerazioni che vanno nel merito delle scelte fatte. Anzitutto, si conferma la strana tendenza della sindaca che predica bene e razzola male: con parole roboanti in consiglio comunale, giustamente, esalta l’impegno delle donne in politica salvo poi smentirlo con i fatti, visto che continua ad avere solo una presenza femminile in giunta, oltre alla propria ovviamente, essendo invece partita con un organo di governo dove gli assessori donna erano due. Coerenza vorrebbe un maggiore coinvolgimento del genere femminile nel governo della città, invece di dare l’idea di nominare il minimo sindacale perché possa essere rispettata la parità di genere: un brutto segnale verso le donne a pochi mesi dalle elezioni”.

Volontà popolare si sofferma quindi sulla nomina dell’assessore esterno Valentina Ndou, professore aggregato dell’Università del Salento, che ha ottenuto le deleghe alle politiche sociali e alla pubblica istruzione.

“Auguriamo buon lavoro alla neoassessore. Ci deve però essere consentita un’osservazione da rivolgere alla sindaca: non sarebbe stato meglio affidare alla neoassessore la delega ai rapporti con l’università? Avendo scelto una persona che lavora nell’università ed abita a Monteroni, perché non sfruttare questa opportunità per avviare programmi di ulteriore integrazione e collegamento utili allo sviluppo socioeconomico di Monteroni, avvalendosi dell’esperienza di chi quotidianamente vive sia la realtà universitaria che la nostra città?”, si interrogano i consiglieri di minoranza.

“Ma la cosa clamorosa è che la delega ai rapporti con l’università non esiste nemmeno tra quelle distribuite ai vecchi assessori. Ancora una volta scelte capotiche, con le quali si certifica un’assenza di visione strategica del futuro di Monteroni, città che dovrebbe vivere in simbiosi con l’ateneo leccese. Tutto ciò, insieme alle gaffe sul project ed alle ammissioni di fallimento emerse dalla stessa maggioranza durante l’ultimo consiglio comunale, colloca questa fase amministrativa tra le peggiori di sempre nella vita politica della nostra città. In politica si può fuggire quanto si vuole, si può procrastinare l’agonia di una città quanto si vuole, ma il momento democratico del giudizio degli elettori arriva per tutti: questa traumatica esperienza ha insegnato molto a tutti i nostri concittadini sempre più allibiti e sconcertati e, ne siamo sicuri,  grazie a loro molto presto Monteroni rialzerà il suo orgoglio”, conclude la nota di Guido, Pizzuto, Manca e Paladini.

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