Pasticcio dell’albero-Babbo Natale, l’opposizione accusa: “Giunta capace solo di fare danni”

Questa mattina il gigantesco Babbo Natale di piazza Falconieri è stato definitivamente rimosso a spese della ditta proprietaria dell'installazione. Ma le polemiche non si placano dopo il pasticcio della "decapitazione".

Nella vigilia dell'Epifania, l’imponente albero di luci che raffigura Santa Claus è stato infatti diviso a metà e lasciato sul posto a seguito di un tentativo di smontaggio rimasto in sospeso fino a quest’oggi, dopo il braccio di ferro che ha coinvolto a vario titolo il comune, la ditta Manca che l'aveva donato per il periodo natalizio e gli organizzatori dell’evento “la Casa delle Befana” (LEGGI ARTICOLO).

Intanto, a prendere la parola è l’opposizione targata “Volontà Popolare”. E nel mirino finisce la giunta guidata dal sindaco Angelina Storino.

La nota - a firma dei consiglieri Lino Guido, Mariolina Pizzuto, Massimiliano Manca e Oreste Paladini - non fa sconti e parla dell’ennesimo svarione amministrativo che “non deve oscurare la bontà del lavoro svolto da parrocchie, associazioni e imprese di Monteroni”.

Secondo la minoranza le colpe sono di “un’amministrazione ormai capace solo di lacerare un tessuto sociale mai così diviso ed abbandonato, dove solo la volontà di tanti crea momenti di socialità; un’amministrazione capace solo di arrecare danni d’immagine, l’ennesimo, e patrimoniali con decisioni pasticciate se non addirittura presumibilmente illegittime rispetto alle quali - annunciano i consiglieri - faremo doverosamente chiarezza, al pari di altre opacità emerse, attraverso azioni in consiglio comunale per cercare di fare emergere una volta per tutte quelle verità che da troppo tempo vengono mistificate ad arte. È un’amministrazione capace solo di perdere la faccia”, è il nocciolo dell’intervento.

Il preambolo gronda invece di ringraziamenti: “Un grazie alle numerose associazioni e ai tanti volontari che sotto la guida di don Giuseppe Spedicato e con il supporto di un imprenditore monteronese di buona volontà - affermano Guido, Pizzuto, Manca e Paladini - hanno allietato lo scorso weekend strappando un sorriso a tanti bambini, mantenendo viva la tradizione della “Casa della Befana”. Bisogna essere grati alla ditta Manca, che pur essendo impegnata ad addobbare tante piazze prestigiose in tutta Italia ha, come ogni anno, donato alla nostra città l’albero di luminarie diventato luogo di attrazione anche per tanti turisti. Un plauso alle parrocchie che anche in questo Natale hanno contribuito a diffondere un messaggio di solidarietà prontamente raccolto da tanti cittadini, associazioni e forze politiche che hanno rilanciato l’importanza di essere vicini ai più deboli”.

Quindi, la stoccata agli amministratori comunali. “L’impegno di tutti assume contorni di eroismo sociale quando a tutto questo fa da contraltare l’ennesima 'storinata' dell’amministrazione che ha rischiato seriamente di compromettere tutto - sostiene Volontà Popolare - per un’incapacità oramai cronica di amministrare e programmare anche l’ordinario ed inesistente nei momenti determinanti in cui ci sono da affrontare dei problemi”.

E poi giù con una serie di interrogativi: “Dov’era il sindaco sabato scorso mentre in piazza era in atto un vero e proprio scontro, tutti contro tutto, e dove noi consiglieri di minoranza siamo intervenuti per cercare di porre rimedio pur non avendo nessun potere decisionale? Dove era l’amministrazione, nel frattempo dileguatasi, mentre una pattuglia dei carabinieri chiamata a seguito di denuncia da una delle parti in causa attendeva pazientemente per accertare l’esistenza dei documenti autorizzativi per lo smontaggio della struttura? Dov’era la documentazione più volte richiesta dalle forze dell’ordine? E l’ordine di servizio alla ditta intervenuta e il relativo impegno di spesa? Dove erano i requisiti di sicurezza necessari e prescritti nel parere dei vigili urbani per il regolare svolgimento in sicurezza dell’iniziativa della Casa della Befana? E chi pagherà il conto della squadra di operai che con tanto di autogrù ha avuto il solo onere della “decapitazione” del Babbo Natale mentre, a poche decine di metri, si svolgeva già la manifestazione?”.

E se questa è l’antifona, la disfida tra Babbo Natale e la Befana diventa quindi un caso politico.     

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