Immobile via Trento, Manfreda: “Bando delle idee”. Ma M5S diffida: “College o vie legali”

Che fine farà l’immobile di via Trento dopo il no dell’Adisu? Incombono gli interrogativi sul futuro della struttura dopo che lo scorso primo ottobre l’agenzia regionale per il diritto allo studio ha formalizzato il diniego di fatto già annunciato in estate.

Nonostante le continue sollecitazioni degli studenti sulla risoluzione della vicenda, a partire dall’interrogazione in Senato accademico del febbraio 2017, e del comune di Monteroni sotto l’attuale amministrazione, finalmente c’è una risposta definitiva. Avendo quindi certezza della volontà di Adisu, il comune può ora aprire un bando delle idee per individuare la nuova destinazione d'uso dello stabile, secondo quelle che sono le esigenze della cittadinanza”, propone Davide Manfreda, attuale componente del Cus di Unisalento e senatore accademico nel mandato appena trascorso. Il Cda di Adisu (LEGGI ARTICOLO) ha infatti respinto all'unanimità qualsiasi ipotesi relativa all'utilizzo dello stabile di proprietà comunale (anche come semplice casa dello studente). “L’utilizzo risulta con tutta evidenza antieconomico. E l’errore - sostiene Manfreda - nasce nel 2011 già nell'individuazione del luogo, lontanissimo dal polo universitario e servito dai mezzi pubblici in maniera insufficiente. Inoltre, vi è un contenzioso sul pagamento delle rifiniture e dell’arredamento, attualmente mancanti. Il tema di Monteroni cittadella universitaria - conclude l’ex senatore accademico - rimane più che mai attuale, ma siamo convinti che ciò che attrae gli studenti sono i servizi, non gli immobili. Servizi come i trasporti, ancora assolutamente insufficienti, anche se il comune sta ora partecipando alla stesura del piano di bacino. Un accordo con il servizio di trasporti cittadino di Lecce - conclude Manfreda - renderebbe un servizio migliore e più efficiente, probabilmente sufficiente ad attrarre davvero un significativo numero di studenti fuorisede. Studenti ed istituzioni insieme possono davvero porre rimedio agli errori del passato”, sostiene l’ex senatore accademico.

E se Manfreda guarda già ad una nuova destinazione d’uso, non si dà per vinto invece il locale meetup dei Cinquestelle che ha inviato una diffida a tutti gli enti coinvolti: comune, università, Adisu e anche al collegio “Don Nicola Mazza” di Padova. L’atto, firmato dal consigliere regionale Antonio Trevisi, chiede l’attuazione del protocollo d’intesa approvato nel 2013 dall’amministrazione di Monteroni e dall’Ateneo salentino che predeve “il comodato d’uso ventennale dell’immobile di via Trento e la conseguente apertura del college”. In caso contrario, annunciano i pentastellati, si passerà alle vie legali e all’eventuale richiesta di risarcimento danni.

“Si fa presente sin da ora - si legge nell’atto inviato tra gli altri anche al sindaco Angelina Storino e al rettore Vincenzo Zara - che nel caso in cui si protraesse la immotivata ed arbitraria mancata attivazione in del collegio universiario, da intendersi a tutti gli effetti di legge quale inadempimento contrattuale, saremo costretti a segnalare il caso alle autorità preposte, al fine di verificare se sussistano omissioni anche di rilevanza penale ed in ogni modo ci attiveremo nelle sedi opportune per le iniziative volte al ristoro dei danni”.

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