Il questore e il post dell’assessore. Frontecomune: “Favale si scusi”. Il Mas lo difende

Continua ad infiammare il dibattito politico il post con cui l’assessore all’urbanistica Piero Favale ha criticato le parole del Questore di Lecce, Laricchia: in merito alla battaglia contro il gasdotto, il capo della questura salentina aveva sollecitato chi ha responsabilità pubbliche a non schierarsi contro lo Stato.

E dopo il botta e risposta al vetriolo tra Favale - che nei mesi scorsi, insieme a tanti amministratori comunali salentini, ha preso parte al presidio “No Tap” - e l’ex sindaco Lino Guido (LEGGI ARTICOLO), a intervenire sono il movimento di destra “FronteComune”, che stigmatizza l’uscita dell’assessore, e il “Mas - Monteroni a sinistra”, che invece si schiera a fianco dell’esponente dell’esecutivo comunale.

La nota del direttivo FronteComune comincia col soffermarsi sulle parole di Laricchia: “L’importante premessa è che va fatta una distinzione tra chi manifesta liberamente il proprio pensiero, così come garantito dalla Costituzione, e chi invece mette in campo azioni criminali che nulla hanno a che vedere con la democrazia”.  

Per gli esponenti del movimento, quindi, “non si tratta di voler porre un demagogico risalto o prendere posizione a favore o contro un argomento di forte impatto sul territorio e sulla sua opinione pubblica, come quello della Tap. È palese, invece, come situazioni in cui i cittadini esercitino pacificamente quello che è tecnicamente un diritto, ma eticamente un dovere, siano spesso strumentalizzate da chi voglia colpire e delegittimare con fare demagogico le istituzioni che ci rappresentano. È quello che è accaduto qualche giorno fa a Roca, in occasione dell’arresto di un personaggio appartenente alla frangia anarchica responsabile di un attentato a Firenze che con il movimento NO TAP non aveva nulla a che vedere

Secondo FronteComune, quindi, “il questore, nel pieno esercizio delle sue funzioni di tutela e messa in sicurezza del nostro territorio, ha legittimamente richiamato all’ordine le personalità politiche locali, affinché non confondessero lo stare dalla parte dei propri cittadini, che hanno scelto di manifestare il proprio dissenso, con il tutelare ingiustificatamente esponenti di un terrorismo ideologico contro quello Stato che come amministratori locali rappresentano. Tutto questo è sfuggito sicuramente al nostro assessore all’urbanistica che ha prontamente attaccato il Questore”. 

Quindi: “Nessuno stato di polizia, caro assessore e avvocato Favale. Da parte sua, ci saremmo aspettati una dimostrazione di riconoscenza nei confronti di chi permette l’esercizio tranquillo delle sue funzioni e della sicurezza nei nostri territori, non una persecuzione e un risalto di una parte di notizia. Non abbiamo nulla di cui vergognarci. Essere grati a chi ci permette di esercitare i diritti che la costituzione ci riconosce non è una vergogna. È una vergogna invece non andare in fondo alle notizie e strumentalizzarle, al pari di chi cavalca movimenti ad alto impatto d’opinione, per attaccare lo Stato che lei nel nostro comune rappresenta. Vogliamo le scuse del nostro comune, nella persona dell’assessore Favale e nella persona del sindaco Storino. Amministratori comunali che dissentano dalle attività di pubblica sicurezza - conclude la nota di FronteComune - non sono ammissibili! Né qui, né altrove”.  

Di tutt’altro tenore la presa di posizione del “Mas”: “Nel Salento, 93 sindaci, che hanno firmato la contrarietà a TAP, inviando la lettera a Mattarella, coscientemente si oppongono alle decisioni del Governo di Roma. La Costituzione garantisce il diritto di parola anche quando si deve esprimere il dissenso, siano essi parlamentari, ministri o questori. Ci sono dipendenti pubblici che contestano riforme che interessano i loro settori, vigili del fuoco che protestano per le loro condizioni di lavoro e addirittura ci sono i sindacati di polizia che spesso contestano le decisioni dei vertici. Chi paga tutte queste persone? Lo Stato. E quindi per il semplice motivo che esse percepiscono una paga devono essere devote al mutismo e alla rassegnazione?”, s’interroga il movimento “Monteroni a sinistra”.  
Quindi, il Mas difende l’assessore Favale e contesta le affermazioni di Guido. “A maggior ragione ci vediamo costretti - affermano gli attivisti - a prendere le dovute distanze da quanto afferma l’ex sindaco, Lino Guido, che a titolo gratuito si fa portavoce della volontà popolare monteronese, forse sol perché il suo gruppo si chiama così, evidentemente non riuscendo a tastare la voce dei cittadini. Non sappiamo qual è il livello di conoscenza dell’ex sindaco Guido sul progetto TAP (magari è simile a quando si sedette con la PAR agli albori della vicenda centrale biometano?), ma affermare che un assessore, con indennità della Stato non può criticare le dichiarazioni di un questore, sembra una posizione alquanto reazionaria.  E i tanti rappresentanti della sua area politica, firmatari della stessa lettera a Mattarella, non sono forse anche loro pagati dallo Stato?”

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