Tari, minoranza abbandona l’aula: seduta illegittima. Ok dalla maggioranza: tariffe più basse

L’opposizione abbandona l’aula per protesta, il gruppo misto si astiene e il provvedimento con le “tariffe Tari” e il “piano integrale dei costi di gestione del servizio smaltimento rifiuti” viene approvato con i soli voti della maggioranza.

Nuovo braccio di ferro, quindi, tra amministrazione e minoranza nel Consiglio comunale che in serata si è riunito a Palazzo di Città.

Nel mirino dell’opposizione la convocazione con procedura d’urgenza dell’assise cittadina che ha impedito ai consiglieri comunali di svolgere i dovuti approfondimenti.

“Questa seduta è illegittima, c’è una palese violazione dei regolamenti. Gli atti - ha accusato il capogruppo di “Volontà Popolare”, Lino Guido - ci sono stati consegnati appena 24 ore prima del Consiglio, quando la scadenza era nota già dall’inizio dell’anno. Non abbiamo avuto nemmeno la possibilità di chiedere un parere tecnico al dirigente. È stato calpestato il nostro diritto di visionare gli atti per la ristrettezza dei tempi della convocazione urgente. Così è impossibile esercitare il ruolo di consigliere comunale. È inaccettabile scendere prima in strada per la marcia della legalità e poi solo poche ore dopo ledere i diritti delle minoranze" .

L’ex sindaco e i colleghi di gruppo Massimiliano Manca, Mariolina Pizzuto e Oreste Paladini, hanno quindi abbandonato i lavori del Consiglio.

“Comprendiamo le ragioni della minoranza. E ci assumiamo la responsabilità di una convocazione d’urgenza - ha replicato l’assessore al bilancio, Vincenzo Toma - dovuta a difficoltà tecniche a partire dal ritardo nell’ottenere il consuntivo della ditta Monteco. Tuttavia, nel merito della questione, è innegabile la bontà del provvedimento: dal nostro insediamento ad oggi la raccolta differenziata è passata dal 20 al 25%. E le tariffe Tari prevedono una riduzione del 10% per le  attività produttive e nessun aumento per le utenze domestiche”. 

Anche il capogruppo di “Città Attiva”, l’altro ex sindaco Marcello Manca, ha successivamente abbandonato l’assise cittadina. Non prima però di aver votato contro (insieme a Puce, Quarta e Lezzi) al procedimento pregiudiziale d’urgenza che è passato quindi con i soli 9 voti della maggioranza. 

Manca ha parlato di “una forzatura”: “L’approvazione delle tariffe Tari - ha sostenuto nel suo intervento - è un atto propedeutico al bilancio e in quanto tale non si può convocare l’assise con un iter d’urgenza che nega alla minoranza una attenta analisi del contenuto del provvedimento. Ed è impossibile quindi esprimere un giudizio senza un doveroso approfondimento”. Detto questo anche lui è uscito dall’aula.

Sono invece rimasti seduti in Consiglio, ma si sono astenuti sull’approvazione della delibera i consiglieri del gruppo misto, Mimmo Quarta e Noemi Puce: al netto della condivisione delle riduzioni, i due ex assessori hanno sottolineato di “non avere elementi per esprimere un voto a causa di una procedura d’urgenza troppo frettolosa che azzera i tempi di conoscenza degli atti”.

Voto di astensione anche per l’altra consigliera “critica” della maggioranza, Tiziana Lezzi: “Una posizione che però non può essere strumentalizzata. Siamo ovviamente contenti - ha detto - della diminuzione della Tari per le attività produttive, ma il problema è politico e di metodo. Non esiste coinvolgimento, né confronto costruttivo. L’amministrazione persevera in un modo di procedere che svuota il ruolo dei consiglieri comunali. Non sono abituata ad alzare una mano con la benda sugli occhi”.  

La delibera è stata poi approvata con 9 sì (cioè il voto del sindaco Angelina Storino più gli 8 della maggioranza).

Un via libera salutato con soddisfazione dal capogruppo di “Cambia Monteroni”, Giorgio Manfreda.

“Grazie al nuovo piano Tari - sostiene in una nota - approvato con i soli voti della maggioranza, restano invariati i costi per le utenze domestiche e si realizza un abbattimento del 10% di quelli per le attività produttive e commerciali. È il caso di notare che nel 2016 si é ottenuto il record comunale di raccolta differenziata, attestatasi al 25%, conferendo in discarica 400 tonnellate in meno di indifferenziato: é pertanto scongiurato l’aumento della tassa sui rifiuti anche per le utenze domestiche. Dispiace soltanto - è la chiosa di Manfreda - che le opposizioni abbiano abbandonato l'aula, probabilmente solo perché indisponibili ad ammettere questo ulteriore risultato dell'azione amministrativa”.

 

BURSOMANNO

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