Bimba si ustionò all’accensione del falò: genitori chiedono 100mila euro, il Comune dice no

È il momento delle carte bollate nella vicenda che risale al 29 gennaio 2017 e che si verificò durante la festa di Sant’Antonio Abate a Monteroni.

Una bambina di 6 anni si ustionò durante i fuochi d’artificio per l’accessione del falò (LEGGI ARTICOLO). E nei mesi scorsi, i genitori della piccola hanno chiesto un risarcimento di 100mila euro: un’istanza inoltrata al Comune di Monteroni, al comitato festa di “Sant’Antonio Abate”, alla parrocchia Matrice e alla ditta incaricata dello spettacolo pirotecnico. Secondo la famiglia, infatti, gli organizzatori (ai vari livelli) e la stessa impresa sarebbero responsabili in solido di quanto è accaduto.

La giunta comunale di Monteroni però si è opposta ed ha incaricato l’avvocato Antonio Martino (in foto) , del Foro di Lecce, di rappresentare e difendere Palazzo di Città. Con una nota di questi giorni, il legale del Comune ha quindi respinto la proposta di convenzione di negoziazione assistita (una procedura che punta a risolvere in via amichevole la controversia) avanzata lo scorso marzo dall’avvocato Tommaso Stefanizzo, che rappresenta la famiglia della piccola. Intanto, se anche le altri parti tirate in ballo dovessero rispedire la richiesta risarcitoria al mittente, i genitori della bimba potrebbero decidere di continuare il braccio di ferro davanti al giudice avviando una causa civile.

LE ACCUSE DELLA FAMIGLIA - Durante l’accessione della focara in via don Gaetano Quarta, alle spalle dell’asilo Aldo Moro, la piccola riportò un’ustione al collo di primo, secondo e terzo grado . Secondo la ricostruzione dei fatti, un frammento incandescente dei fuochi d’artificio collocati sulle fascine della pira avrebbe colpito la piccola nonostante si trovasse dietro ad alcune file di spettatori e ben al di là del nastro che delimitava la zona inaccessibile . La figlioletta era in braccio al padre quando fu raggiunta dalla favilla. La bimba fu condotta dai genitori prima al pronto soccorso dell’ospedale di Lecce e poi al Centro grandi ustionati di Brindisi. La vicenda, peraltro, suscitò numerose polemiche sul fronte della sicurezza (LEGGI ARTICOLO).

LA DIFESA DEL COMUNE - In merito ai fatti avvenuti nella serata del 29 gennaio 2017, non emerge alcuna responsabilità attribuibile al Comune. È quanto afferma l’avvocato Antonio Martino nella risposta di diniego alla richiesta risarcitoria della famiglia. Secondo la tesi riportata dal legale, che richiama alcune relazioni di servizio degli uffici, l’amministrazione avrebbe quindi rispettato tutte le prescrizioni dettate dal Testo unico della legge sulla pubblica sicurezza in materia di eventi e spettacoli pubblici. E come si evidenzia nella missiva, l’amministrazione comunale - pur comprendendo lo stato d’animo della famiglia della bimba - si chiama fuori dalle responsabilità e rigetta quindi la richiesta di 100mila, preannunciando che si opporrà a qualsiasi azione giudiziaria.

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