La gratitudine di don Giuseppe nel suo giubileo sacerdotale: pregate per me ogni giorno

Le parole e la preghiera del nuovo arciprete di Monteroni don Giuseppe Spedicato che oggi ricorda il giorno della sua ordinazione sacerdotale avvenuta 25 anni fa per l’imposizione della mani dell’arcivescovo Cosmo Francesco Ruppi.

Nel pomeriggio alle 19 la comunità gli farà festa alla presenza dell’arcivescovo Seccia e del vescovo di Albano Marcello Semeraro. Pubblichiamo integralmente ciò che il cuore gli ha ispirato in questo giorno così importante.

“Un dono per il quale rendo grazie e rendermi conto che il vero protagonista e la persona da festeggiare è il Signore e Lui che il 9 ottobre di 25 anni fa nella Parrocchia “ Maria SS. Assunta” per le mani di Mons. Cosmo Francesco Ruppi, ha avuto la bontà di chiamarmi a servirlo nella sua Chiesa attraverso l’esercizio del sacerdozio ministeriale. Il ricordo di quella liturgia intensa e toccante, coinvolgente e partecipata che mi stringeva attorno all’Altare e soprattutto al mio cuore. Quella celebrazione di 25 anni fa ha contrassegnato ogni pensiero, ogni gesto e ogni mia scelta”.

“Da parte mia c’è stata solo la disponibilità a lasciarmi plasmare e condurre, non senza resistenze e incertezze, ma il Signore è stato sempre più forte e ha saputo ogni volta sedurmi con la bellezza della sua proposta, e incoraggiarmi con il sostegno della sua grazia. E oggi dopo 25 anni di intensa vita sacerdotale posso solo esprimere tutta la mia immensa gratitudine al Signore e alla Chiesa per un ministero che ha reso bella e gioiosa la mia vita e spero sia servito alla causa del Regno di Dio”.

“Quando si celebra un anniversario significativo come questo, riaffiorano immagini, sensazioni, memorie di quei momenti storici. Ricordo che la sera prima dell’ordinazione ho faticato a prendere sonno e le ore della notte sembravano un’eternità. Un grande senso di gioia pervade il mio animo!”.

“Ebbene in questi giorni ho potuto rivivere quegli intensi momenti di preparazione che mi portarono allora alla giornata della mia ordinazione sacerdotale 25 anni fa ed oggi all’attuale anniversario”.

“Rivivo le medesime emozioni, anche se molti volti mancano, 25 anni fa c’erano tante persone care, oggi non ci sono. Ma nella comunione dei Santi e nella nostra fede sappiamo che questi nostri cari si sono sempre vivi, sono qui con noi, celebrano anche loro la festa nel Paradiso”.

“Oggi dopo 25 anni di vita sacerdotale intensa voglio esprimere la mia intensa gratitudine al Signore e alla sua Chiesa che amo. Attraverso il mio ministero cerco di rendere bella e gioiosa la mia vita e i motivi sono tanti, ringraziando ancora, nonostante sono passati 25 anni. Devo ringraziarlo e benedirlo per tutte le persone che Lui mi fatto incontrare in questi lunghi 25 anni di ministero, desidero ringraziare e benedire il Signore tutti i miei parenti, in primis ho ricordato il mio papà e i parenti defunti, vorrei ricordare i formatori, coloro che mi hanno formato negli anni della preparazione, in modo particolare Mons. Marcello Semeraro sempre pronto ad illuminarmi in tutti i momenti  della vita dell'uomo sacerdote. Con parole paterne, con consigli forti e fraterni”.

“Tanti altri confratelli nel presbiterio hanno dato un valido aiuto alla mia formazione. Ricordo tutti i sacerdoti della nostra Diocesi, sarebbe lungo fare l'elenco, ma tutti ricordiamo i sacerdoti non ci sono più, tutti non ne voglio dimenticare neppure uno”.

“Voglio ricordare i Vescovi, che mi hanno accompagnato, Monsignor Francesco Minerva , che mi accolse in Seminario, Mons. Michele Mincuzzi  che conferito il sacramento della confermazione, Mons. Cosmo Francesco Ruppi che mi ammise agli Ordini del Diaconato e del Presbiterato ed è stato il Vescovo ordinante, ricordo Monsignor Domenico D’Ambrosio, il Vescovo Michele attuale con cui stringo rapporti di fiducia e collaborazione”.

“Ringrazio le  comunità dei fedeli, in ordine cronologico, ringrazio la parrocchia  “Maria SS. Assunta” di Melendugno, con  il parroco di allora don Albino De Pascali. Ringrazio la parrocchia di San Pio X di Lecce e il parroco don Antonello Castoro, ringrazio la comunità parrocchiale di San Lazzaro di Lecce, e il compianto Mons. Franco Leone ringrazio la comunità di Sant’Antonio Abate e Maria SS. del Pane in Novoli, dove per quattordici anni sono stato parroco, per ultimo la parrocchia Sacro Cuore dove sono stato parroco fino a qualche mese fa… e tutti i fedeli a cui mi legano ancora rapporti di fiducia e profondo rispetto e simpatia”.

“Ringrazio infine questa bella e variegata comunità, la Parrocchia “Maria SS. Assunta” in Monteroni di Lecce, e oggi per bontà del Signore ne sono il padre, la guida”.

“Grazie ad ogni singolo membro di questa comunità dai piccoli ai grandi, dalle associazioni, ai  catechisti , ai gruppi di preghiera, all’Apostolato della Preghiera, alle famiglie, l'elenco sarebbe lungo, ma non voglio dimenticare nessuno dai piccoli ai grandi”.

“Rimango stupito pensando a questi 25 anni di sacerdozio e sono pieno di meraviglia nel constatare che la mano del Signore è stata sempre sopra il mio capo. Diceva San Filippo Neri: ‘Signore tienimi sempre la mano sopra la mia testa, che la mattina possa uscire padre Filippo e la sera posso tornare solo Filippo’".

“Se il Signore non mette la mano sopra di noi, a sbandare ci vuole poco, il Signore ha mantenuto la mano sulla mia testa, conducendomi con sicurezza attraverso quelle strade spesso difficili e talvolta ben lontane dai miei umani e prevedibili desideri. Mi vedo gioiosamente costretto ad affermare come l’apostolo Paolo: ‘Il Signore mi è stato vicino e mi ha dato la forza, tutto posso a colui che mi da la forza’”.

“Questo è il mio motto sacerdotale, che ho preso quando sono diventato sacerdote, e oggi ancora lo mantengo. Mi vedo gioiosamente costretto ad affermare che questa frase è diventata realtà nella mia vita. Molti dicono qual è l'impegno, qual è l'augurio, il Signore solo sa il futuro”.

“Ma l’impegno futuro non può essere quello che sottolinea bene S. Agostino: ‘servire con amore la comunità’. E soprattutto essere servo per amore del gregge del Signore”.

“Sono sicuro che non verrà meno la vostra cordiale attenzione e mi accompagnerà la vostra vicinanza affettuosa. Chiedo e domando a tutti voi laici, e anche religiosi e sacerdoti qui presenti, la vostra preghiera quotidiana, sulla quale conto moltissimo”.

“Questo è solo il senso profondo di fare festa, gioire perché il Signore può fare grandi cose attraverso di noi. E io accolgo con gioia la celebrazione di oggi, questo anniversario, perché sento con gioia e riconoscenza che quanto abbiamo vissuto e stiamo vivendo è motivo di rinascita spirituale”.

“Grazie al Signore e grazie a Voi tutti nel Signore!”.

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