"Ci sono santi e santi...". Il Comune "spegne" i fuochi e don Giorgio va dal Prefetto

Il Comune nega il permesso per lo spettacolo pirotecnico della festa di San Gaetano. E il braccio di ferro tra parrocchia e Palazzo di Città si trasforma in un caso.

Il parroco, don Giorgio Pastore, ha infatti dato mandato ad un legale e nei prossimi giorni presenterà un esposto al prefetto per chiedere che sia fatta chiarezza.
Ma andiamo con ordine. Ecco i fatti.

Sabato scorso, in occasione della festa di san Gaetano, titolare dell’omonima confraternita legata alla parrocchia Ausiliatrice di Monteroni, la tradizionale bengalata di fuochi d’artificio, al termine della processione, non c’è stata. E questo perché l’Ufficio tecnico comunale non ha concesso l’autorizzazione per questioni di sicurezza.

Una decisione che ha lasciato di stucco la comunità e lo stesso padre spirituale, don Giorgio Pastore, che ha sollevato la questione prima dall’altare e poi tramite facebook. E lo ha fatto senza giri di parole.

“È accaduta una cosa strana: per i festeggiamenti religiosi in onore di San Gaetano, come ogni anno, avevamo previsto il solito spettacolo pirotecnico. Sabato, alle 16, vengo però informato - spiega il parroco - che il dirigente comunale ha negato l’autorizzazione. Ora mi chiedo come mai domenica scorsa in piazza Falconieri è stato dato il permesso e a distanza di pochi giorni è stato invece negato? Esistono santi di serie A e di serie B?”, è stata la sortita social di don Pastore.

Nei giorni scorsi, tra le più recenti, si sono svolte le feste del Crocifisso e anche dei Santi Medici. E in entrambi i casi il Comune non ha eccepito alcunchè. E i fuochi, come sempre, hanno fatto da cornice ai riti religiosi.  

Permesso negato invece per la ricorrenza di San Gaetano: l’accensione dei fuochi d’artificio era prevista, come accaduto negli ultimi anni, nell’area delle sale parrocchiali di piazza Candido.

Nelle motivazioni degli uffici comunali si parla di una zona in pieno centro e ad alta intensità edificatoria, totalmente interclusa da altri edifici, sprovvista di idonei e liberi accessi” in grado di consentire “il pronto intervento in caso di incidente”. E, inoltre, che nella “zona di sicurezza del diametro di 40 metri - sostengono i tecnici di Palazzo di Città - sono presenti numerose costruzioni a distanza non sufficiente per non subire eventuali danni”. Nella stessa area, quindi, “non è poi possibile la sosta di un’aliquota di personale preposto al soccorso pubblico”, evidenziano i vertici dell’Ufficio tecnico.

“Però, nessuno dei tecnici comunali - obietta don Giorgio - ha svolto un sopralluogo. E siamo profondamente rammaricati per quello che è successo. Anche perché si tratta di un caso unico, senza precedenti in paese. In ogni caso, ben venga il pieno rispetto delle normative, a patto che valgano per tutti e senza discriminazioni. A nostro avviso, la comunità parrocchiale ha subito un’ingiustizia. E tramite un legale inoltreremo un esposto al prefetto perché sia fatta chiarezza”.

È possibile tuttavia che l’episodio dello gennaio scorso, quando una bimba di 6 anni (LEGGI ARTICOLO) rimase ustionata da una favilla durante la batteria di fuochi per l’accensione della falò di Monteroni, abbia portato ovviamente ad un inasprimento dei controlli sulla sicurezza.

“Ma fino a pochi giorni fa i consueti spettacoli pirotecnici, che da sempre nella storia cittadina chiudono i riti religiosi delle feste, sono stati normalmente autorizzati - ribatte don Pastore - e si sono svolti finanche in pieno centro storico. Solo la festa di San Gaetano ha avuto questo trattamento: ecco perché la decisione del Comune ci lascia esterrefatti”.

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