Rugby, Leila Pennetta va al massimo: la monteronese diventa coach di quarto livello

La monteronese Leila Pennetta ottiene il brevetto federale di quarto livello, ovvero il massimo livello per un’allenatrice di rugby: “Èuna grandissima soddisfazione”.

Salentina di origine, romana di adozione. Lei è Leila Pennetta, cresciuta a Monteroni e “trapiantata” nella Capitale all’età di 21 anni per studiare “Scienza e Tecnica per lo Sport” presso l’Università di Tor Vergata. Tutt’ora vive a Roma. Ed è proprio qui che per puro caso ha maturato l’amore per il rugby.

L’avventura inizia nel 1999 tra le file del Cus Roma per poi passare tra quelle del Rugby Roma, (successivamente denominata Red&Blu fino al 2011. Chiuderà l’ultimo anno da capitano e lascerà i campi da gioco per un grave infortunio (frattura al perone con complicazioni alla caviglia).

La sfortuna accompagnerà spesso il cammino di Leila che, dopo essere stata convocata dalla Nazionale Italiana per partecipare all’europeo di Francia nel 2007, tornerà a casa con una rottura del crociato anteriore.

La svolta, tuttavia, arriva con la carriera da allenatrice: “Decisi di smettere di giocare - afferma Pennetta - ma non mi arresi. Inizia a collaborare con un gruppo nascente per ricostruire Cus Roma. Pian piano il gruppo si sviluppò anche numericamente, grazie pure all’aiuto di alcune mie ex compagne di Red&Blu. In due anni abbiamo vinto la Coppa Italia e siamo passate in Serie A. Nella stagione appena conclusa ho svolto il ruolo di responsabile tecnico minirugby ed allenatrice “under 16” per la SS Lazio Rugby. Ed a giugno per la terza volta in carriera ho guidato un gruppo nazionale femminile al Roma Seven. Insieme alla Federazione, poi, ho avuto la possibilità di condividere delle esperienze importanti come le Universiadi di Kazan nel 2013(allenatore al fianco di Andrea Di Giandomenico), concluse con il secondo posto”.

E proprio in questi giorni, a coronamento di un curriculum di tutto rispetto, per la monteronese è arrivata la grande soddisfazione del conseguimento del “Brevetto di quarto livello”.

“Sono molto contenta: è il grado più alto - commenta lei con giusto orgoglio - per un’allenatrice di rugby. È stato un corso difficile, che mi ha impegnato da gennaio a luglio. Tre giorni a settimana, dalla mattina alla sera, in compagnia del meglio del rugby italiano. Stancante, ma stimolante allo stesso tempo. Però, i sacrifici ripagano sempre”.

E prima del suo “nuovo” futuro, Leila preferisce dedicarsi ad un anno sabbatico: “Prendo una pausa di un anno - ammicca l’allenatrice monteronese - e nel frattempo cercherò di arricchire le mie esperienze altrove per ricominciare nuove avventure”.

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