Il Campus vedrà la luce entro il 2021. Il sindaco: “Svolta storica”. I dubbi di “UniAmo Monteroni”

La prima pietra entro il prossimo autunno. E a giugno 2021 i primi studenti fuorisede entreranno negli alloggi. Due anni quindi e il Campus all’americana di Monteroni sarà realtà.

A dettare i tempi è il banchiere salentino Francesco Mariano Mariano, socio di Mvm, l'azienda che costruirà il Campus nell'area che assorbe anche l’ex sede di giurisprudenza, nel territorio di Monteroni. Oltre 600 posti letto (LEGGI ARTICOLO) più un centro servizi, biblioteche, teatro, spazi ricreativi, impianti sportivi e ristorazione. Un piccolo mondo a misura di studente. 

Intanto, il laboratorio civico “UniAmo Monteroni” pone alcuni interrogativi. “Siamo sicuri che un campus all’americana da 600 posti letto agevolerà l'integrazione tra il mondo universitario e il nostro paese?”, affermano i responsabili sollevando dubbi sulle reali ricadute positive per la comunità locale. L’opera è prevista fuori dall'abitato, ovvero a ridosso di Ecotekne: una localizzazione che rischierebbe di “isolare e allontanare ulteriormente gli studenti dal tessuto sociale di Monteroni”.

È un maxi campus completo di tutti i servizi. È doveroso quindi esprimere forti perplessità sulla questione che ci auguriamo vengano presto chiarite. Siamo sicuri che tutte le risorse spese fino ad oggi a Monteroni per realizzare studentati e servizi annessi al mondo universitario abbiano ancora un senso?”, si chiedono la portavoce e consigliera comunale Mariolina Pizzuto e l’ex senatore accademico Massimo Toma.

“Mai avuto pregiudizi - aggiungono - riguardo grandi opere ed iniziative imprenditoriali, anche perché le possibilità di crescita di una comunità si concretizzano anche con l’aiuto di investitori e imprese innovative”. Nulla contro la società, dunque. Il dito di “UniAmo Monteroni” è puntato invece contro il sindaco Angelina Storino. Il primo cittadino ha salutato con entusiasmo la convenzione relativa alla “lottizzazione Campus” parlando di un “progetto storico e di una svolta culturale ed economica per un territorio a vocazione universitaria: un’opera che riqualificherà peraltro un’area abbandonata e soffocata dal degrado e che può rappresentare davvero un volano di sviluppo per Monteroni e dintorni”.

Ma per i responsabili del laboratorio civico si tratta però di “spot” e “strumentalizzazione”“Storino dimentica - sostengono Pizzuto e Toma - che questo intervento sorge su terreni di proprietà privata e con fondi privati. Inoltre, non è ancora chiaro come saranno gestiti questi servizi e che tipo di impegni si assumerà il Comune nei confronti di questo maxi-campus. Ci saremmo congratulati col sindaco se avesse annunciato il potenziamento del trasporto pubblico o l’istituzione di Scienze Motorie in un impianto di Monteroni, o ancora l’ampliamento in paese dei posti letto per gli studenti, anziché intestarsi vittorie inesistenti”.

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