College di via Trento? L’Adisu indugia. Toma: “Meglio tornare all’idea della casa per anziani”

Il college di via Trento, pronto ormai da anni, è sul punto di naufragare prima ancora di salpare. E  l’ex senatore accademico Massimo Toma invoca un dietrofront,

ovvero un ritorno all'originaria destinazione che prevedeva la trasformazione dell’immobile  in casa per anziani. 

Non a caso l’Adisu si dimostra sempre più tiepida e nei giorni scorsi ha messo in pista il progetto sperimentale “casa dello studente diffusa” (LEGGI ARTICOLO) che ha creato ulteriori polemiche.

“Alla luce dell’ultima vicenda riguardante il Campus di via Trento molti cittadini iniziano a porsi dei dubbi sulla politica universitaria e sulle tanto sbandierate cattedrali nel deserto che ricadono sul nostro territorio”, sostiene Toma.

L’idea di un collegio universitario in via Trento parte da lontano, da “quando l’amministrazione Guido decise avviare la ristrutturazione e di cambiare la destinazione d’uso non curante - sostiene l’ex rappresentante degli studenti di Unisalento - dei limiti e delle forti criticità che avrebbe avuto con il tessuto universitario esistente, come la mancanza di collegamenti e l’eccessiva distanza dall’altro studentato. Dopo anni, tutti i dubbi, le criticità e le preoccupazioni si sono tramutati in realtà”.

Toma richiama, quindi, alcune note dell’Adisu Puglia (l’ente regionale per il diritto allo studio universitario), a partire dalla relazione del 9 novembre 2016: “Dopo diversi sopralluoghi di valutazione e commissioni tecniche, l’Adisu scrive che per adeguare e gestire l’immobile interessato, per poco più di 35 posti letto, i costi ammonterebbero a oltre 300mila euro. E ancora, il 31 ottobre 2017,  sempre in merito alla questione Campus di Monteroni, dopo aver citato la piena volontà da parte dell’ente di incontrare le istituzioni interessate e dopo aver chiesto un confronto con due distinte note, l’Agenzia - evidenzia ancora - scrive che la trattativa è in fase di stallo. E che le condizioni sono cambiate in quanto il Comune di Lecce ha messo in campo valide alternative all’emergenza abitativa studentesca e che la customer satisfaction, ovvero la soddisfazione degli studenti residenti a Monteroni, nella Casa Lopez y Royo, è risultata piena di criticità e problematiche”.

Per Toma emerge quindi “un quadro negativo dal quale è difficile uscirne, un stallo difficile da sbloccare”.

E siccome “la politica universitaria e la gestione degli immobili comunali in disuso rappresentano una grande opportunità per il territorio”, l’ex rappresentante si rivolge al sindaco e all’attuale amministrazione per suggerire un ritorno al passato.  

“Dopo questi risultati deludenti c’è bisogno di andare oltre, di alzare la testa e iniziare a pensare ad una soluzione alternativa, ad una nuova destinazione per quell’immobile, magari ritornando a quella originaria di un centro servizi per gli anziani”, afferma Toma.

L’ex senatore accademico mette poi in fila una serie di interrogativi: “Attualmente a Monteroni - rammenta - ci sono molti immobili a disposizione della collettività, alcuni funzionanti, altri in fase di ristrutturazione ed altri ristrutturati. Tutto questo cemento servirà a qualcosa? La politica degli ultimi anni si è mai chiesta se tutta questa “cantierabilità” sia stata frutto dei bisogni dei cittadini? Oppure stiamo solo sprecando soldi pubblici per poter dire di aver realizzato affannosamente qualcosa?”

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