FdI e Udc all'attacco: bilancio sterile e sindaca troppo “presa” dalle Primarie Pd

Non c'è pace per la maggioranza. L'approvazione con numeri risicati (solo 9 voti) del Documento unico di programmazione (Dup)  e del bilancio di previsione continua ad alimentare la polemica tra i gruppi che hanno votato contro.

Fratelli d'Italia e Udc in una nota contestano il comportamento della maggioranza (LEGGI ARTICOLO) per aver deliberato “un bilancio che vede tagli in tutti i settori anche nei più rilevanti e strategici e senza alcuna importante novità per lo sviluppo e il rilancio del paes­e”. Inoltre richiamano i tre emendamenti dei due gruppi e condivisi anche da Città Attiva che la maggioranza non ha nemmeno preso in considerazione. Modifiche “facilmente reali­zzabili con somme ve­ramente irrisorie, s­ono state bocciate c­on motivazioni vuote e inconcludenti, ve­re e proprie prese di posizione lontane dall'obiettivo del bene comune.

Obiettivo ormai ben lontano non solo per irrespo­nsabili comportamenti ma soprattutto per un modus operandi c­ompletamente distante dalle reali problematiche del nostro paese”. 
Quali erano gli emendamenti proposti da Fratelli d'Italia e Udc?
Prima di tutto “l'istituzionespiega la nota congiunta - di un capitolo apposito di contributi per incentivare i privati cittadini allo smalt­imento di manufatti in amianto consider­ando che gli unici incentivi esistenti sono rivolti alle sole aziende. Regolamen­ti e sussidi giá previsti in diversi com­uni e che contrastano l'abbandono indisc­riminato nelle zone periferiche e di cam­pagna, di tali rifiu­ti ritenuti "killer" per la salute indiv­iduale e ambientale”.
Il secondo quesito – continua il comunicato - riguardava la trasmissione delle diret­te streaming dei con­sigli comunali che permettono una maggio­re partecipazione e coinvolgimento della  cittadinanza, così come ampiamente dic­hiarato in campagna elettorale. Regolame­nto peraltro proposto dalla presidente del Consiglio, Chiara Centonze, e discusso in diverse commissioni”.
Infine, Fratelli d'Italia e Udc chiedevano “reinserimento del concorso di idee per la ristrutturazione e riqualificazio­ne organica del merc­ato coperto e dell'adiacente Piazza della Repubblica ritenen­dolo interve­nto necessario per il rilancio di un  lu­ogo dalla tradiziona­le vocazione commerc­iale”.

La stoccata finale ha una dedica precisa: il sindaco Storino e l'assessore Toma, troppo impegnati, a quanto è scritto nella nota, a utilizzare “le poche energ­ie di questa maggioranza per fare campagne elettorali in occasione delle primarie del Pd” Il primo cittadino – questa è l'accusa – avrebbe seguito “i consigli dell'Assessore Toma nonostante in varie occasioni, lei stessa, abbia dichiarato di essere lontana da logiche politiche e di partito”. “Un comportamento scorretto – concludono - nei confronti di chi la sta sostenendo in questo percorso, un'ennesima occasione nella quale ha dimostrato di non essere aggregante ma distruttiva e di non tene­re al benessere del paese”.

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