Operazione “Labirinto”, fioccano 25 condanne per oltre due secoli di carcere

La giustizia presenta il conto: due secoli di carcere e confische milionarie ai beni dei condannati.

È arrivata nelle scorse ore la sentenza di primo grado del processo con rito abbreviato scaturito dall'operazione “Labirinto” di un anno fa portata a termine dai carabinieri del Ros e dalla Dda: associazione mafiosa, associazione finalizzata al traffico internazionale e spaccio di sostanze stupefacenti, detenzione e porto abusivo di armi, estorsione e danneggiamento con l’aggravante del metodo mafioso sono i capi d’accusa contestati, a vario titolo, agli imputati.

Il gip Maurizio Saso ha dunque accolto le richieste del pm della Dda Valeria Farina Valaori. In tutto, 25 condanne e una sola assoluzione.

Le pene più alte sono per Saulle Politi, 47 anni, di Monteroni, e Vincenzo Rizzo, 54enne di San Cesario, condannati entrambi a 20 di reclusione, ritenuti i capi di due sodalizi criminali riconducibili alla frangia salentina della Scu: il gruppo guidato da Rizzo attivo nell’area di San Cesario, San Donato e Lequile, con influenza anche nel comune di Gallipoli. E quello di Politi egemone a Monteroni, Arnesano, San Pietro in Lama, Carmiano, Leverano, Porto Cesareo.
Ecco, poi, le pene inflitte dal giudice per gli altri imputati di Monteroni: 10 anni di reclusione per Gabriele Tarantino, 39enne; 15 anni per il 42enne Tommaso Danese; un anno e 4 mesi (pena sospesa), più 3mila euro di multa, per Giovanni Bergamo, 24 anni.

L’elenco delle condanne prosegue con i 6 anni e 10 mesi per Vito Bollardi, di San Cesario; 12 anni e 8 mesi per Massimo Cosi, di San Cesario; 10 anni e 8 mesi per Antonio De Carlo, di San Pietro in Lama; un anno e mezzo, più 3mila di multa, per Paolo Donno, di Martignano; 14 anni per Rodolfo Franco, di San Cesario; 4 anni e 8 mesi, più 30mila euro di multa, per Ervin Gerbaj, di Valona (Albania); 4 anni e 18mila euro di multa per Marenglen Halka, di Fier (Albania); 4 anni e 8 mesi, più 24mila di multa, per Marjus Halka, di Fier; 12 anni e 8 mesi per Francesco Ingrosso, originario di San Pietro Vernotico ma residente a Guagnano; un anno e 8 mesi, più 5mila di multa, per Gianluca Lorè, di Brindisi; 7 anni per Antonio Malazzini, di Frigole; 10 anni e 8 mesi per Giuseppino Mero, di Cavallino; un anno e 4 mesi (pena sospesa) più multa di 4mila euro per Jessica Pareo, di Surbo; 5 anni e 4 mesi più 24mila euro di multa per Alessandro Quarta, di Lecce, residente ad Arnesano; 7 anni per Davide Quintana, di Gallipoli; 8 anni per Fabio Rizzo, di San Donato di Lecce; 7 anni, più 6mila di multa, per Alessandro Scalinci, di Guagnano; 7 anni per Gabriella Scigliuzzo, di Gallipoli; 10 anni e 4 mesi per Michele Sterlicchio, di Lecce; 8 anni per Tonio Totaro, di Lequile.

Assolto “perché il fatto non è previsto dalla legge come reato” la guardia giurata Giorgio Aramini, 30 anni, di Lecce.

La sentenza ha poi disposto la confisca dei beni già sequestrati durante il blitz: diventano proprietà dello Stato l’agenzia di scommesse “Fanny slot” di Novoli, due immobiliin Piazza della Repubblica a Monteroni e il bar “Caffè alla Romana” di Monteroni, della famiglia Politi, tre furgoni, un immobile commerciale, la società “Carni&Più” di Rizzo, la società “Ittica Gallipoli” e “Mister Poldo” facenti capo a Quintana e, infine, tre autovetture tra cui una Maserati coupè intestata a Rosanna Franco.

Il giudizio di primo grado ha inoltre condannato Rizzo, Politi, Cosi, Danese, De Carlo, Franco, Quintana, Rizzo, Scalinci e Tarantino al risarcimento del danno, da quantificare in separata sede, nei confronti dei Comuni di San Cesario, Lequile, Carmiano e Monteroni che si sono costituiti parte civile con gli avvocati Simona Mancini, Americo Barba, Alessandra Viterbo e Tony Indino (LEGGI ARTICOLO). 
Entro 90 giorni, intanto, si conosceranno le motivazioni della sentenza. E poi gli imputati potranno valutare se ricorrere in Appello.

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