Pellè: chiedo scusa, sono arrivato da nessuno e vado via da nessuno

Finisce un sogno. Almeno per adesso. Graziano Pellè e la sua Monteroni escono da questo Europeo dopo la sconfitta ai calci di rigore contro la Germania. La macchina da guerra di Conte si arrende ai panzer tedeschi e lo fa nel modo più amaro possibile. L’Italia guerriera si ferma solo davanti ai tiri dal dischetto.

Intanto, Monteroni attende di poter riabbracciare il suo bomber “per festeggiare insieme quello che resta in ogni caso un grande Europeo con due gol d’autore messi a segno da Graziano”, raccontano fieri gli amici dell’ariete, nonostante la cocente delusione del dopo partita, “Siamo orgogliosi di te, oggi più che mai”, è il post pubblicato su Fb pochi minuti dopo la partita da Fabiana Pellè, sorella del centravanti, che più di ogni altra cosa sintetizza le emozioni e le sensazioni della famiglia e dell’intero popolo monteronese. 
Sono molto amareggiato. Pensar di poter perdere una partita giocata così, anche quando i tuoi avversari sbagliano quattro rigori è veramente incredibile”. Saranno queste le parole del capitano Gigi Buffon ai microfoni Rai, quasi in lacrime e con una voce singhiozzata, a far capire ancor di più la delusione totale. Resta il rammarico per il rigore calciato da Pellè. Rimarrà la delusione del momento ed il dispiacere di chi avrebbe voluto vederlo segnare ed esultare. Graziano disputa una partita di contenimento, distinguendosi nella fase difensiva, dove aiuta e si mette al servizio della squadra. Soffre molto i colossi tedeschi posizionati al centro della difesa Hummels e Boateng, tra l’altro tra i migliori al mondo nel loro ruolo. Saranno poche le occasioni per poter battere a rete, ma il Salentino stringe in denti per 120 minuti e combatte come un gladiatore in mezzo al campo. I supplementari non bastano. Si avvicina così per Graziano il momento di poter far pace con la porta avversaria. Il monteronese prima di battere, indica a Neuer che gli farà il cucchiaio, e nella mente degli italiani ritorna in mente l’europeo under 21 del 2007, nel quale il salentino segnò al Portogallo con un bellissimo “tocco sotto”. Il suo comportamento non passerà inosservato e scatenerà alcune polemiche; quello di Pellè è uno di quei che gesti che lodano la figura di un calciatore se va tutto bene e la condannano se l’esito è negativo. Lui sceglie di rischiare. Il suo rigore diventa decisivo per passare in vantaggio, ma purtroppo lo calcia male e finisce al lato del portiere. La reazione dei monteronesi a quest’errore è da shock. Le lacrime che tempo fa furono soltanto di gioia adesso scorrono più che mai per una tremenda sensazione di rabbia e delusione. I sogni di una speranza si spengono totalmente quando Darmian si fa parare il rigore finale e manda in estasi i tedeschi ed i suoi tifosi.
“Un giocatore lo vedi dal coraggio, dall’altruismo, dalla fantasia”. Così cantava De Gregori nella sua canzone. Versi che si dimostrano più veri che mai. Punto uno: coraggio. Il coraggio non mancherà mai per Graziano durante tutta la cavalcata di quest’avventura. Il ragazzone esploso troppo tardi in Nazionale, si porta il peso delle critiche ingenerose dei giornalisti e di chi vorrebbe vederlo soffrire. Tutto ciò non basterà per impedirgli di giocare benissimo in campo ed azzardare colpi di tacco, azioni personali ed addirittura di prendersi il peso di dover battere un calcio di rigore della sequenza. Punto due: altruismo. Molto umilmente si metterà fin da subito al servizio della squadra e degli schemi di Conte. Non lascerà mai dichiarazioni fuori dal campo e penserà soltanto al suo bene ed a quello della squadra. Dopo 90 minuti di corsa e di altruismo riuscirà per ben due volte a segnare in extratime, garantendoci la vittoria. Punto tre: fantasia. Ce ne sarebbe voluta tanta in mezzo al campo. Ma purtroppo sappiamo fin troppo bene che questa Nazionale, oltre a garantire forza, altruismo e volontà, di certo non avrebbe potuto metterci la fantasia.
Questa caratteristica è di pochi campioni a cui si accostano i nomi di Del Piero, Totti, Baggio. Graziano Pellè però non è del tutto assente da questa dote. Quando giochi nella Primavera del Lecce, ci vuole veramente tanta fantasia per poter pensare di essere convocato nella Nazionale maggiore. Quando tenti di esplodere in Italia con squadre come Cesena, Sampdoria e Parma e non ci riesci, ce ne vuole per poter pensare di segnare in una partita di un girone europeo contro il Belgio. Poi però segni più di 100 gol in tre stagioni in Olanda e ti riconfermi in Inghilterra a 30 anni. Graziano non ha mai mollato, ha realizzato il suo sogno ed ha donato ai suoi compaesani un mese di emozioni indescrivibili. “Dispiace un sacco, perché sicuramente di quest’Europeo non si ricorderà niente, nessuno ricorderà di quanto ci siamo sacrificati, di quanto abbiamo lottato per arrivare sino a qui”. Saranno le parole di Barzagli, alternate alle lacrime, regalate ai microfoni Rai.
Per i Monteronesi non sarà così. Si porteranno nel cuore tutti i particolari delle sensazioni che Graziano ha fatto provare sulla loro pelle. Il paese ha reagito in modo positivo ed è più orgoglioso che mai. Non bisogna disperarsi però, perché tutto ancora non è finito. A settembre si aprirà il ciclo di Giampiero Ventura e Graziano potrà ancora figurare tra i protagonisti. All’orizzonte ci sono i mondiali 2018 in Russia. E Monteroni vuole tornare sul tetto del mondo grazie e insieme al suo bomber. La delusione del momento passerà: ma per la comunità di certo non passerà l’importanza di quello che è successo:  un evento storico che rimarrà indelebile. E che i monteronesi racconteranno ai loro figli.

COMUNICATO STAMPA DI GRAZIANO PELLE'
Non si fa attendere il giorno dopo la dichiarazione post partita dell'attaccante della nazionale, che con molta umiltà, dice:"Chiedo scusa all'Italia, ma non volevo prendere in giro nessuno, neanche il loro portiere. Siccome si muoveva molto, ho fatto il gesto dello scavetto, sperando che si fermasse. Ma credo che manco se ne sia accorto. Sono il primo ad essere dispiaciuto, anche se alla fine Neuer mi ha salutato, dicendomi che sono un gran calciatore. Sono arrivato qui da nessuno e vado via da nessuno, se avessi segnato il rigore per tutti sarei stato un fenomeno".

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