Volontà Popolare chiede le dimissioni della presidente del Consiglio: mozione in aula

Presidente del Consiglio e opposizione di nuovo ai ferri corti. E adesso lo scontro è sfociato nella richiesta di dimissioni formalizzata dal gruppo di centrodestra “Volontà Popolare”,

che tramite una mozione ha chiesto un passo indietro alla numero uno dell’assise cittadina, Chiara Centonze (Pd), eletta all’inizio del mandato quasi all'unanimità (un solo astenuto e nessun voto contrario).
L’istanza, firmata da Lino Guido, Massimiliano Manca, Mariolina Pizzuto e Oreste Paladini, è all’ordine del giorno del Consiglio comunale in programma lunedì 27 novembre, alle 17.

La goccia che ha fatto traboccare il vaso dei dissapori risale allo scorso settembre, quando Centonze “ha negato ai consiglieri di minoranza l’utilizzo dell’aula” per lo svolgimento di una conferenza stampa, “arrivando a definire nocive le istanze di Volontà Popolare”, si legge nella mozione di “sfiducia”.

Tant’è che con un’altra mozione, che sarà discussa nella stessa assise, la minoranza chiede inoltre all’amministrazione di mettere a disposizione di tutti i gruppi una sala del Comune per “riunioni, incontri con gli operatori dell’informazione e per le funzioni inerenti l’espletamento del mandato dei consiglieri”. 

Alla presidente viene contestato nello specifico “un comportamento di indifferenza nei confronti dell’opposizione, un atteggiamento non conforme ai compiti istituzionali, un operato che non garantisce il dovere di imparzialità”, tuonano i firmatari.

Ma nell'elenco delle rimostranze avanzate da Volontà Popolare c’è anche altro: “Convocazioni dei Consigli in netta e sistematica contrapposizione alle richieste dei capigruppo, ritardi nella consegna dei documenti relativi alle richieste di accesso agli atti, assise convocate con procedure d’urgenza, come sulla Tari, non contemplate da nessun regolamento, scarsa propensione al dialogo con gruppi e consiglieri, comportamenti di parte e non imparziali”, scrivono i quattro esponenti dell'opposizione.

In duello arriverà quindi in aula. Ma la maggioranza, seppure esigua, ha comunque i numeri per rigettare la “sfiducia” nei confronti della presidente.

Nell’agenda dei lavori dell’assise ci sono anche le variazioni al bilancio di previsione, la relazione informativa sull'attività della commissione di controllo e garanzia, debiti fuori bilancio e azioni per contrastare la violenza sulle donne. 

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