La tragica morte di Franco, Monteroni piange l’artista delle luminarie

Profondo il dolore di parenti e amici. Il cordoglio dell’amministrazione: “Ha creato forme, emozioni e colori meravigliosi che resteranno sempre nei nostri cuori”. Lo strazio del figlio Gabriele: “È morto tra le mie braccia”. Una tragedia che ha gelato la comunità.  

Dolore e incredulità a Monteroni per la tragica scomparsa di Franco Manca, il “poeta” delle luminarie capace di dare vita e forma alle luci. A Natale avrebbe compiuto 63 anni. Ha perso la vita nella piazza di Strudà (frazione di Vernole) mentre smontava la paratura della festa che era appena trascorsa (LEGGI ARTICOLO). Era cresciuto in una famiglia che contava 9 figli (8 fratelli e una sorella). Ed è diventato un fine artigiano, un artista a 360 gradi. Lascia la moglie Marisa. E i figli Lucia e Gabriele, il titolare della ditta di famiglia, la “Manca Luminarie”, a cui aveva trasmesso l’amore per questo mestiere. Anche mercoledì mattina, padre e figlio, stavano lavorando insieme. Come sempre.
E Gabriele è stato il primo a soccorrerlo. “È morto tra le mie braccia”, è stato l’urlo straziante ripetuto dal figlio. Il padre si è spento tra le sue braccia e sotto i suoi occhi. Sebbene conosciuto da sempre e da tutti come Franco, il nome di battesimo del 62enne era Emanuele (quasi a voler sottolineare una data di nascita che coincideva col 25 dicembre). Franco aveva alle spalle anni ed anni di esperienza ed era il maestro delle luminarie. Un volto noto a Monteroni e dovunque la sua arte e il suo estro abbiano lasciato il segno, trasformando i momenti e i giorni di festa in un incanto di luci e colori. Aveva cominciato a lavorare come pittore edile. Poi un paio di decenni fa, l’intuizione delle luminarie: un’impresa che ha messo su dal nulla e che ben presto si è affermata tra le più importanti e ricercate del Salento. Monteroni piange dunque il “re” delle luminarie e della parature. Ieri amici e parenti hanno fatto capolino nell’abitazione di famiglia di via Sele per stringersi attorno alla moglie e ai figli. Oltre ad essere nonno di tre pargoli, Franco era zio e punto di riferimento di una cinquantina di nipoti. La tragedia ha gelato una comunità intera, abituata a vederlo sempre in prima linea nell’abbellire le vie e le piazze per le feste dei protettori e il periodo natalizio. E da innumerevoli parti fioccano i sentimenti di cordoglio.
“La giornata di oggi, già carica di lutto per l’intera nazione, si intristisce ancora di più - afferma il sindaco di Monteroni Angelina Storino - per la nostra cittadina che ha tragicamente perso il noto imprenditore Franco Manca, maestro nell'arte delle luminarie. L'amministrazione tutta è vicina ai familiari ed esprime sincero cordoglio per una persona tanto stimata e rinomata nel nostro paese e non solo, che con la sua maestria ha “illuminato” le nostre feste”
E per l’assessore alla cultura Antonio Madaro, Franco era un “grande uomo, sapiente e infaticabile lavoratore: le sue mani hanno creato forme, emozioni e colori meravigliosi che resteranno sempre nei nostri cuori”.
“Sei stato il maestro che mi ha insegnato l’arte, l’uomo che mi ha fatto capire l’umiltà e il fare bene alla gente. Sarai sempre il mio punto di riferimento”, scrive su facebook Cristian Signore. Un maestro, insomma, nel lavoro e nella vita. Tant’è che un altro amico, Antonio Misciali, lo ricorda così: “Una persona straordinaria mai al di sopra delle righe. Straordinario sul lavoro come nei rapporti con gli altri. Sempre col sorriso. Eccezionale, tenace e instancabile. Un maestro e un signore”.
Sempre dalla pagine dei social, lo struggente messaggio di addio della nuora Simona. “Mesciu Francu eri un padre, un marito, un nonno, un suocero spettacolare. Mi hai accolto a casa tua che avevo 14 anni e mi hai trattato sempre come una figlia. Ti voglio bene, resterai sempre nei nostri cuori perché eri una persona buona e sempre disponibile”.
E grande è il dolore che serpeggia nell’esercito di parenti. “Sapeva fare tutto, era instancabile. Le luminarie - racconta il fratello Aldo - le aveva realizzate tutte lui, con le sue mani. E poi era disponibile con tutti. È difficile trovare una spiegazione: è caduto all’indietro, forse si è sentito male. Non è facile trovare un perché a questa tragedia. Conosceva tutti i mestieri. Anni fa realizzò un presepe enorme nei pressi del Monumento. Fece una riproduzione in pietra leccese - ricorda il fratello, sfogliando l’album di foto - di tre angoli di Salento: la piazza di Monteroni, il santuario di Santa Maria di Leuca e il Vescovado di Lecce. Era conosciuto ovunque, non solo a Monteroni. Non meritava questa fine”.
Il cugino Marcello Manca si sofferma invece sulla “sua genialità di artigiano: Franco riusciva in tutto ciò in cui si cimentava. Un genio. Anche questo lavoro delle luminarie se l’era inventato dal nulla. Era senza dubbio un artista, una persona dal cuore grande, amico di tutti”.
“La tua disponibilità verso gli altri era infinita, sarà impossibile dimenticarti”, scrive l’architetto Tonio Geraldo. “Ti ricorderemo - chiosa Elisa Mattei - sempre sorridente, solare e disponibile. Un padre, un marito, un nonno e un amico davvero speciale. Continua a guidare e proteggere la tua famiglia e chi ti ha voluto bene. Ci mancherai, amico grande”.

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