Titoli falsi per avere la cattedra: nell'inchiesta anche un insegnante di Monteroni

Operazione dei carabinieri di Cosenza contro un sistema che fabbricava titolo di studio falsi per accedere all’insegnamento: 58 docenti di tutta Italia sono accusati di avere presentato attestazioni e diplomi taroccati per essere assunti a scuola.

Tra gli indagati c’è anche un monteronese d’adozione. Sono stati notificati in queste ore 25 avvisi di conclusione delle indagini preliminari (gli altri 33 risalgono al 2007 al termine della prima tranche dell’operazione denominata “Minerva”) emessi dalla procura della Repubblica di Cosenza nei confronti di altrettanti indagati ritenuti responsabili, a vario titolo, di falsità materiale commessa da pubblico ufficiale in atti pubblici in concorso, falsità materiale commessa da privato in concorso, falsità ideologica commessa da privato in atto pubblico. Gli avvisi sono stati notificati nelle province di Cosenza, Pistoia, Milano, Bergamo, Forlì-Cesena e Lecce. Per quanto riguarda il Salento, i carabinieri hanno suonato alla porta di un’abitazione di Monteroni dove è residente L.L., un insegnante 40enne nato in Germania ma di origini italiane. Anche il suo nome è quindi tra quelli che compaiono nell’inchiesta. Al docente in questione viene contestato di aver attestato falsamente, nella domanda per le supplenze presentata in una scuola del circondario di Bologna, di aver conseguito un diploma di specializzazione per il sostegno.   

Dalle indagini, fanno sapere i carabinieri, è emerso «un sistema finalizzato alla falsificazione ed all'utilizzo, sull'intero territorio nazionale, di diplomi apparentemente rilasciati da istituti magistrali statali e paritari della provincia di Cosenza e di Reggio Calabria, nonché da scuole di specializzazione per l'insegnamento di sostegno agli alunni portatori di handicap, dall'Istituto Nazionale Scuole e Corsi Professionali di Cosenza». I titoli di studio falsi, secondo quanto emerso, sono stati allegati dagli indagati alle domande per essere inseriti sia nelle graduatorie ad esaurimento, sia in quelle d'istituto per l'assunzione come insegnante nelle scuole primarie e dell'infanzia, su posto comune e sul sostegno.

E il costo per ogni diploma fasullo era di 3mila euro. Il «diplomificio» è stato scoperto dai carabinieri a Mangone, piccolo centro in provincia di Cosenza: la centrale del falso era nell'abitazione di un segretario scolastico in pensione, un uomo di 69 anni. Nel corso della perquisizione in casa i carabinieri hanno trovato computer, stampanti e materiale informatico, nonché copie cartacee di diplomi già falsificati. In particolare, sono state trovate 30 stampe di diplomi apparentemente rilasciati dall'«Istituto Nazionale Scuole e Corsi Professionali» compilati con nominativi di insegnanti già emersi nel corso dell'operazione oltre a due risme di carta pergamenata per diplomi, in bianco, pronte per la stampa.

L'inchiesta, come detto, è uno sviluppo di una prima fase di indagini conclusa nel 2017. Nella vecchia tranche, gli insegnanti indagati furono 33. Il clamore suscitato da quella inchiesta ha spinto diversi dirigenti scolastici a svolgere controlli approfonditi sui titoli presentati dagli aspiranti insegnanti. Ed è proprio dall'input giunto ai carabinieri da due dirigenti che è nata la seconda fase di indagine che ha visto un fitto scambio di informazioni tra gli stessi dirigenti e la Sezione operativa dei Carabinieri di Cosenza. I risultati dell'indagine ha già portato all'allontanamento di molti degli insegnanti in possesso dei titoli falsi.

 

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