Incendio a Caserta, odissea sul treno Roma-Lecce. A bordo anche monteronesi: “A casa dopo 24 ore”

Il viaggio da Roma a Lecce alla fine è durato più di 24 ore. Una lunga odissea per i passeggeri che ieri sera sono saliti sul Frecciargento con partenza da Termini e capolinea previsto alla stazione di Lecce. Il maltempo invece ha messo la zampino e alcune lungaggini di Trenitalia hanno fatto il paio. La partenza da Roma era prevista alle 18 e l’arrivo alle 23,23. 

Tuttavia, un incendio divampato nella stazione ferroviaria di Caserta a causa di un fulmine che si è abbattuto su una centralina elettrica ha messo ko l’intera linea. E ha costretto i treni di quella tratta a fare marcia indietro. Tra questi il Roma-Lecce.

A bordo tantissimi salentini e anche alcuni monteronesi come il tecnico informatico Alessandro Congedo e l’avvocato ed ex assessore Antonello Guacci, che viaggiavano separatamente.

Giunti a Caserta, i passeggeri sono stati quindi riportati al punto di partenza, ovvero a Roma. E davanti all’ufficio reclami della stazione Termini si è formata la calca, tra urla e proteste. Tant’è che solo dopo un paio d’ore di caos Trenitalia ha messo a disposizione sei pullman sostitutivi che sono poi partiti a notte fonde alla volta della Puglia con a bordo gli sfortunati viaggiatori.

“La cosa che a noi risulta inconcepibile - racconta Alessandro Congedo - è che i passeggeri del treno prima del nostro, che si è fermato a Caserta, sono stati subito trasbordati sul posto e hanno continuato a viaggiare col pullman verso le loro destinazioniA noi del Frecciargento è toccato invece tornare a Roma e perdere poi l’intera notte, tra disagi e proteste. Peraltro, il nostro treno era partito già con un’ora e 10 minuti di ritardo”. E quindi il rientro a casa previsto sulla carta in meno di cinque ore e mezzo si è trasformato in una traversata nel deserto.

“Siamo arrivati a Lecce questa mattina alle 6,30. Un’odissea. E pensare che sul treno il personale di bordo ci rassicurava che, essendo un Frecciargento, e soprattutto per la prima classe dove eravamo noi, da contratto ci toccava la sistemazione in hotel e la cena, oltre al rimborso e al biglietto del treno per la mattina successiva. Rientrati a Roma, invece, ci viene detto che è vero che il regolamento prevede questo,  ma essendo 500 persone non si può fare. Quindi è partita la lunga attesa per i pullman. È chiaro che il maltempo ha creato disagi enormi, ma per evitarci un buona dose di disagi - sostiene Congedo - sarebbe bastato, come fatto per il treno precedente, consentire il trasferimento dei passeggeri sui bus sostitutivi direttamente a Caserta anziché rimandarci a Roma”.  

 

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