Dieci anni fa la tragedia: una messa in ricordo di Marco Bisconti

Era il 22 giugno del 2006. Il caporale morì in servizio, a Torre Veneri, durante un’esercitazione militare. Ha dato la vita per quella divisa che amava e per servire lo Stato. E in tanti auspicano un riconoscimento in sua memoria: l’intestazione di una via o di una struttura.

Sono trascorsi dieci anni dalla tragedia in cui perse la vita Marco Bisconti, giovane caporale dell’Esercito. Era il 22 giugno del 2006. Il militare di Monteroni, che non aveva ancora compiuto 22 anni, morì sul lavoro, a Torre Veneri, a causa di un incidente avvenuto durante le esercitazioni al poligono di tiro della Scuola di Cavalleria. Marco era alla guida di un carro-armato “Ariete”: subito dopo aver sparato un colpo, all’interno del mezzo militare si sprigionò un incendio che non lasciò scampo al ragazzo di Monteroni che “aveva la passione per la divisa e sognava di diventare carabiniere”. Un lutto che colpì l’intera comunità monteronese e non solo. Un drammatico incidente per il quale, con l’accusa di omicidio colposo, finirono poi sotto processo costruttori, tecnici e progettisti del carro-armato. Intanto, mercoledì 22 giugno, a dieci anni esatti da quella tragedia, presso la parrocchia dell’Ausiliatrice, alle 19.30, si terrà una messa in memoria di Marco, a cui prenderanno parte genitori, familiari, amici e commilitoni. Un rito che sarà celebrato dal cappellano militare. Da anni, poi, la pagina facebook “Per non dimenticare Marco Bisconti” - creata dagli amici e dalle persone care dello sfortunato ragazzone - raccoglie ricordi, foto ed emozioni. Un gigante buono: un uomo straordinario, una persona solare che credeva in quella divisa e in quello che faceva. “Era la passione - si legge nella pagina Fb a lui dedicata - per cui aveva scelto quella vita. Un ragazzo come tanti altri, ma aveva qualcosa di speciale: la forza di saper andare avanti sempre e comunque. Lui al nostro posto avrebbe saputo sempre porre una spalla sopra cui piangere e confortarci nei momenti più tristi e bui. È anche per lui che dobbiamo continuare a lottare, perché lui l’avrebbe fatto sicuramente. Amante della vita e delle semplici cose, Marco conosceva tanta gente. Vive dentro di noi. Ciao Marco. Non ti abbiamo dimenticato!”. E un’intera comunità non lo ha dimenticato. Marco Bisconti è morto in servizio. È morto per quella divisa in cui credeva, mentre serviva lo Stato e le Istituzioni. E in tanti, in paese, caldeggiano un riconoscimento visibile e indelebile in sua memoria: l’intestazione di una via, di una piazza, di un parco o di una struttura pubblica di Monteroni. Un’iniziativa che, a dieci anni dalla sua scomparsa, è ormai doverosa: rappresenta un obbligo morale nei suoi confronti.  

 

 

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