Ex Cinema Italia, auguri sotto la gru per ‘festeggiare’ 10 anni di inerzia. L’ira dei residenti

“Auguri sotto la gru: dieci anni di immobilismo”. Sit-in di protesta e auguri ironici quanto amari ai piedi della gru e del cantiere dell’ex cinema Italia.

L’iniziativa, promossa dal movimento Mas (Monteroni a sinistra), si è svolta sabato pomeriggio, con panettone e spumante, nel cuore del centro abitato di Monteroni: attivisti e residenti si sono ritrovati al cospetto dell’incompiuta di piazza Italia, ovvero il rudere che ha preso il posto della storica sala cinematografica abbattuta nel 2009 per realizzare appartamenti, locali commerciali, parcheggi interrati. E nel corso del sit-in non sono mancati, peraltro, toni accessi e battibecchi con alcuni esponenti politici.

Quello di piazza Italia è un cantiere privato. I lavori, avviati dieci anni fa, si sono però bloccati ben presto. A piazzare il carico sull’affossamento del progetto è stato, poi, il fallimento della ditta. E quindi, un decennio dopo, il cantiere continua ad essere chiuso e abbandonato. Al posto dell’ex cinema solo l’ossatura di cemento della “nuova” struttura ricoperta dalle impalcature e sovrastata dall'ormai famigerata gru che, come una spada di Damocle, continua a girare a vuoto sulle case del quartiere. Nell’ultimo lustro, peraltro, si sono accavallate invano numerose iniziative: petizioni popolari, esposti al comune, al prefetto e all’Asl per chiedere conto dei rischi relativi alla sicurezza, nonché delle condizioni igienicosanitarie e di decoro urbano. È rimasta lettera morta finanche un’ordinanza dell’ufficio tecnico comunale che nel dicembre del 2017 (cioè due anni fa) ha disposto la rimozione di ponteggi e gru entro 30 giorni.

“Questa gru - accusa Ernani Favale, del Mas - è l’emblema dell'immobilismo della classe dirigente locale. A dieci anni dall'abbattimento del Cinema Italia, i cittadini continuano ad interrogarsi non solo sulla lungimiranza di quella decisione ma anche sul perché Monteroni deve continuare a subire l'indifferenza delle istituzioni. Il cantiere, simbolo dell'immobilismo della classe dirigente cittadina, ha fatto da sfondo alla protesta con la quale abbiamo chiesto ancora a chi di dovere di smetterla con le parole e i

buoni propositi e di passare ai fatti. Lo chiediamo alle opposizioni, che in questi anni non hanno mai avuto il coraggio di portare questa vertenza in consiglio comunale, e alla sindaca dimissionaria Storino che avrebbe dovuto, nell'ottica del cambiamento tanto sbandierato, porre fine a questo sfregio ai danni di Piazza Italia e salvaguardare la sicurezza di residenti, pedoni e automobilisti”. Favale va poi oltre: “Come esponenti del Mas chiediamo a chi negli ultimi vent'anni ha governato questa città come sia possibile fare del territorio merce di scambio. Le nostre azioni intraprese in questi ultimi quattro anni hanno acceso i riflettori sulla questione. Purtroppo la gru e tutto il resto sono ancora lì. E deve essere la politica a risolvere il problema, prima che lo faccia la magistratura. Perché quando è la magistratura a intervenire, ciò rappresenta il simbolo della sconfitta di una comunità. Tuttavia, riteniamo che questo rappresenti l'unico e l'ultimo passo da fare, perché siamo stanchi dei muri di gomma che caratterizzano gli uomini e le donne del palazzo”.

LE RAGIONI DEI RESIDENTI

Pronti alle barricate anche e soprattutto i residenti. La loro pazienza è ormai al limite. “Non è una questione politica, ma di rispetto, sicurezza e vivibilità. Quando soffia il vento - è lo sfogo di Stefania Buttazzo, giovane mamma che con la sua famiglia vive a due passi dal cantiere - non riusciamo a dormire. Il rumore delle impalcature rimbomba dentro casa. E l’angoscia di avere una gru sospesa sul tetto è un pensiero fisso. Più passa il tempo, più forti sono le vibrazioni e i cigolii. Viviamo nel terrore. È da dieci anni che va avanti così, non ce la facciamo più. Per mia figlia è un incubo, quando c’è vento ha talmente paura che va a dormire dai nonni. Per non parlare della presenza di topi e del degrado. Alcuni ragazzini lanciano poi bombe carta all’interno del cantiere, altri addirittura sono saliti sulla gru per gioco. È un pericolo per tutti. Non siamo cittadini di serie B e alle istituzioni - è l’appello della giovane mamma - chiediamo un intervento prima che accada qualcosa di tragico, come purtroppo è già successo altrove. Le cronache di tutto il mondo raccontano di gru crollate sulle case. Che cosa si sta aspettando per intervenire? Perché non è stata rispettata l’ordinanza di rimozione? Per quanti anni ancora dovremo convivere con questo cantiere e questa gru sospesa?

BURSOMANNO

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