Salentogame dalla parte del cittadino e contro le ludodipendenze: via le slot-machine

Niente più slot-machine: l’iniziativa della “Salentogame” lancia un forte segnale etico.

Il titolare Francesco Padovano: “Se aiuta ad alleviare la dipendenza, ben venga. La nostra è una scelta morale”.

L’agenzia multiservizio “Salentogame” di Monteroni ha deciso di non rinnovare più il contratto di gestione delle slot-machine. Una scelta, di questi tempi, di certo inusuale se si considerano i potenziali introiti che queste macchinette sono in grado di portare nelle casse degli esercenti. Alla base di tutto ciò, per Francesco Padovano, titolare dell’attività situata in via Unità d’Italia, si nasconde infatti una questione etica: “Siamo i primi a schierarci dalla parte del cittadino per quanto riguarda il suo benessere psico-fisico – afferma - Quando hai un’attività di questo tipo è una delle prime considerazioni che bisogna fare. Con questa mossa abbiamo deciso di dare un segnale importante per contrastare la dipendenza. Sappiamo che le slot-machine non sono ben viste, ma sappiamo anche che, purtroppo, portano tanto guadagno nelle tasche dello Stato. Siamo consapevoli che a fine anno ne risentiremo un po' a livello economico, ma la nostra è una scelta dettata dal buonsenso”.

Padovano parla poi anche del blitz avvenuto lo scorso aprile ad opera dei carabinieri, che hanno trovato ben 5 esercizi sul territorio monteronese che non rispettano una normativa nazionale: quella secondo cui le attività di questo tipo dovrebbero essere situate ad almeno 500 metri da alcuni luoghi considerati “sensibili”, scuole e luoghi frequentati da giovani in primis (LEGGI ARTICOLO). Operazione che, stando alle sue parole, non ha per nulla coinvolto il suo centro multiservizio: “La nostra attività non rientra tra quelle segnalate – ci spiega - Anche perché non siamo solo un centro-scommesse: siamo operativi in tanti altri settori. Non ci va di essere catalogati solo come sala-giochi, perché abbiamo anche un bar, offriamo servizi di telefonia, di pagamento di bollette, di wi-fi tramite un internet point e, soprattutto, possiamo far entrare i ragazzi, visto che da noi possono acquistare anche i biglietti dell’autobus”.

E poi il riferimento alle parole del sindaco Angelina Storino, che all’indomani della notizia del blitz si schierò totalmente a favore delle forze dell’ordine: “Siamo d’accordo, come ha affermato il nostro primo cittadino, che bisogna contrastare questi tipi di comportamenti ed alcune irregolarità – conclude - Ma non bisogna fare di tutta l’erba un fascio. Da una parte vogliamo anche essere tutelati. Siamo cittadini in regola, che pagano le tasse e svolgono tutto nel rispetto della legge. Non siamo un club, come alcuni pensano, ma un’attività commerciale a tutti gli effetti. Ci è dispiaciuto molto, in quel periodo, sentirci additati dalla gente per fatti che non ci riguardavano. Perché il messaggio che può passare, molto spesso, è che i centri di questo tipo siano spesso illeciti. Invece no, perché quando tutto è fatto nella norma, si dà al cittadino la possibilità di usufruire sempre di un servizio in più. Speriamo che il nostro gesto possa far riflettere. Non vogliamo essere d’esempio, ma solo avere la coscienza pulita”.

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