Appena imbiancato, di nuovo imbrattato il muro della scuola: “È la sconfitta della civiltà”

Non chiamatela street-art: i “geroglifici” realizzati nelle scorse ore sul muro di cinta, appena tinteggiato, della scuola dell’infanzia di piazza della Repubblica sono espressione di vandalismo e inciviltà. Nient’altro.

Qualcuno ha pensato di imbrattare il muro che era stato appena imbiancato. Impossibile quindi definirlo un graffito, un murales. In questo caso, l’arte non c’entra nulla. Si tratta, invece, di un’azione illegale: un reato. Nello specifico, di un danneggiamento aggravato (perchè compiuto contro il patrimonio pubblico): una condotta punibile penalmente. E per la quale si rischiano da 6 mesi a 3 anni di reclusione, oltre che un’ammenda fino a 8mila euro.   

Furiosa la reazione della dirigente scolastica del Primo polo, Maria Rosaria Manca: “Questo - afferma - è il regalo che i soliti noti hanno fatto all'edificio scolastico di via Papa Giovanni, tornato al decoro con un finanziamento del MIUR Scuole Belle che ha permesso alla scuola di ripulire e sistemare edifici di proprietà del comune che erano inguardabili per lo stato in cui erano ridotti. Questo sfregio giunge dopo una mattina trascorsa a fare il punto della situazione con il nuovo responsabile dell'ufficio tecnico, l'assessore ai lavori pubblici, la direttrice dei servizi generali e amministrativi”.

Questa scritta - tuona la preside - è la sconfitta della civiltà, del lavoro fatto in questo anno per riportare la scuola al centro della comunità. Non si può assistere impassibili ad episodi reiterati che hanno trasformato i plessi scolastici in bivacchi notturni di ogni genere con scorribande di vandali impuniti. Non possiamo rassegnarci al degrado! Apprezzo e sono favorevole alla realizzazione di murales che abbiamo temi interessanti da proporre, non scritte stupide che deturpano i luoghi e rendono vano il lavoro e i soldi pubblici. È ora di impegnarsi seriamente per questa città che vive senza padri né maestri, fatta eccezione per la scuola unica realtà capace ancora di parlare di senso civico e di rispetto e per questo bersagliata!  Povera Patria, povera Monteroni”!

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