Per la quaresima alla sua diocesi. Don Marcello: la tentazione è l’ora della verità

 “La via della nostra santificazione non aggira la tentazione, ma l’attraversa perché, se pure è lì il nostro pericolo, nondimeno è lì anche la nostra grazia”.

Lo scrive il vescovo di Albano, il monteronese mons. Marcello Semeraro, nella sua lettera alla diocesi per la Quaresima. “La tentazione – aggiunge il presule – non si sfida, ma si sopporta. Il diavolo è forte e furbo. Non possiamo sfidarlo. La prima tattica è fuggire da lui”.

Affermando che “quando sopraggiunge la tentazione deve essere affrontata e sopportata”, il vescovo indica l’esito di ciò: “l’irrobustimento della propria vita spirituale”. Ricordando che “curiamo il nostro benessere fisico con esercizi di vario genere, magari anche frequentando apposite palestre”, mons. Semeraro chiede ai fedeli se “riserviamo analoga attenzione alla vita spirituale”, praticando la “disciplina”. L’altro aspetto, messo in luce nel suo messaggio dal vescovo, è la possibilità che la tentazione offre all’uomo, cioè quella di conoscersi.

“Ogni nostra resistenza alla tentazione mette pure in evidenza la nostra energia spirituale. Ecco allora che la tentazione contribuisce acché l’uomo giunga a conoscere la propria identità. L’ora della tentazione, in effetti, è un fondamentale momento di conoscenza di sé. La tentazione è, insomma, l’ora della verità”. Così il vescovo ribadisce che “per fare Pasqua con Cristo è necessario entrare prima nel mistero della tentazione”.

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