Rinasce l’Oratorio dell’Ausiliatrice. Don Giorgio: “Giovani e famiglie le priorità. Porte spalancate”

L'INTERVISTA. Dopo l’inaugurazione dei giorni scorsi, il parroco dell’Ausiliatrice don Giorgio Pastore descrive la “mission” del nuovo Oratorio che ha aperto i battenti all’interno della sala parrocchiale “Philip Davidson” di piazza Candido. 

Nel centro intitolato al Papa “San Giovanni Paolo II” non ci sarà solo spazio per giochi, playstation, biliardino, pingpong e punto ristoro. L’Oratorio (affiliato all’Anspi) organizzerà infatti anche diversi laboratori (artigianali e di giornalismo, per fare alcuni esempi) e un servizio di doposcuola gratuito. Ma tra gli obiettivi c’è anche quello di riaprire l’adiacente campo di calcetto chiuso e abbandonato da tempo.

Don Giorgio, la parrocchia dell’Ausiliatrice torna ad avere l’Oratorio. Ci racconti il perché di questa scelta.
Il mio pallino sono i giovani e le famiglie: sono le due priorità dell’idea e della missione parrocchiale che abbiamo in mente, nel solco peraltro del progetto pastorale diocesano. Sarà un punto di incontro, di confronto e aggregazione a 360 gradi. Continuare a tenere chiuse quelle sale, che rappresentano un bene comune, sarebbe stato uno schiaffo alle persone di buona volontà e a tutti coloro che hanno contribuito a costruire 60 anni di storia comunitaria.

Come nasce questa iniziativa?
Il desiderio di riaprire l’Oratorio è stato accolto e sostenuto con entusiasmo dal Consiglio pastorale. E devo dire grazie ai tanti volontari e alle famiglie che mi hanno aiutato a livello morale ma anche e soprattutto concretamente: hanno realizzato gratuitamente tutti i lavori di ristrutturazione della sala, che è stata ammodernata e abbellita per poter ospitare l’Oratorio. Senza di loro non avrei fatto nulla. E li ringrazio di cuore per il loro impegno, per quello che fanno e per come lo fanno.  

Qual è l’obiettivo di questo progetto?
Riavvicinare i giovani e le famiglie alla comunità. E contestualmente riavvicinare il quartiere alla parrocchia e la parrocchia al quartiere: non possono essere due corpi estranei, bensì un tutt’uno. Abbiamo già più di un centinaio di iscritti e l’Oratorio vuole rappresentare un punto di riferimento anche a livello sociale. È una grande occasione di inclusione e aggregazione: le porte sono aperte, anzi spalancate, per tutti coloro che vogliono partecipare o collaborare. La gente deve prendere coscienza che questo Oratorio appartiene a tutti.

E quali attività saranno messe in campo?
Attività ludiche e ricreative. Ma anche molto altro. Ad esempio, sarà attivato un servizio di doposcuola e sostegno scolastico completamente gratuito destinato ai ragazzi delle scuole medie. Saranno impegnati professori, in attività e in pensione, che hanno già dato la loro disponibilità. Ma abbiamo in mente anche di avviare alcuni laboratori artigianali, come quello di cartapesta e per la creazione di manufatti di bigiotteria. E in più un corso di giornalismo di base. E poi qualsiasi altra iniziativa a favore della comunità come la possibilità di un campo-scuola estivo nella struttura. Il motore dell’Oratorio sarà il volontariato.    

Ma tra i traguardi da raggiungere c’è anche il recupero del campetto di calcio…
Assolutamente sì. E lo scopo è quello di dare ai giovani un luogo attrezzato e sicuro dove poter tirare calci ad un pallone e divertirsi. È inaccettabile continuare a vedere i nostri ragazzi giocare sulla piazzetta con rischi continui, sia per la loro incolumità che per possibili danneggiamenti ad auto e arredi. Sono stati già ristrutturati gli spogliatoi del campetto. Finora è stato fatto tutto grazie alla generosità della comunità e ai volontari che si sono rimboccati le maniche. Per completare il restyling, i lavori proseguiranno in base ai fondi che riusciremo a reperire. Ma sono certo che presto il campetto tornerà ai nostri giovani.

[FOTO DI MASSIMILIANO QUARTA]

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