Modello-Pellé: non questione di stile ma di impegno e sacrificio

Brilla la stella di Pellè e illumina i sogni di tanti ragazzi monteronesi che provano a costruire un domani migliore. Intanto la comunità spera in un più visibile cambiamento di rotta a Palazzo di città. Nell'attesa, l'iniziativa privata supera se stessa.

È impossibile impedire a un astro di risplendere. Continua, infatti, a brillare la stella di Pellè, mentre vanno, via via, sedandosi le discussioni da bar dello sport come pure le frequenti liti - a volte anche familiari - sull'opportuno valore da dare a quel gesto prima del tiro dal dischetto, espressione della tensione del momento e certamente frutto dell'inesperienza. Di sicuro Monteroni per lui resta un fortino inespugnabile: guai a chi si permette di muovergli critiche o di sottrarre terreno alla sua buona fama di bravo ragazzo e di autentica rivelazione azzurra di questo Europeo francese. Il ragazzo del sud, venuto su a pane, caffè Quarta... e pallone, che si è fatto da sé con fatica e sacrificio, che è cresciuto senza fare rumore, che ha dovuto “emigrare” per farsi apprezzare... può diventare un modello da seguire per tanti nostri giovani che faticano a convincersi che l'impegno e le rinunce, alla lunga, ripagano. E con un pizzico di fortuna, ripagano anche bene.
Accanto alla luce del buon Graziano - che, al contrario di altri, gode di un notevole riflesso mediatico - altri bagliori, negli ultimi giorni, hanno illuminato la città, e non solo nello sport, dove va pure segnalata la strepitosa performance degli atleti del Club Whang di Giuseppe Mancarella all'International Taekwondo Catania Cup (11 medaglie di cui 3 d'oro).
La nuova avventura di Mirco Spedicato - prima volta per lui al nord - nel ruolo di preparatore atletico della storica e prestigiosa società dell'Alessandria calcio, al seguito dell'ex allenatore giallorosso Braglia, potrebbe diventare un ottimo trampolino di lancio verso il calcio che conta davvero.
La laurea “precoce” di Riccardino in Conservatorio sarà certamente il punto di partenza di una splendida carriera artistica e musicale. Ma il meglio deve ancora venire: piedi per terra e correre più di prima. I fenomeni li ha sempre consacrati il tempo.
Accanto a loro, tante famiglie di Monteroni sono “piccole officine del futuro”, “botteghe dei sogni” nelle quali si coltivano e si tingono di reale autenticità, i desideri e i progetti di vita di tanti ragazzi e ragazze. È la Monteroni che alleva una generazione, ci si augura ancor più vivace e intraprendente delle precedenti. Ma che, come quelle, ha bisogno di spinte decisive. Anche dalle istituzioni locali. Da chi si è impegnato, grazie al mandato popolare, di affiancarsi alle famiglie di oggi per costruire prospettive di vita sostenibili per il domani.
A un anno di distanza dall'insediamento, i piccoli segnali di cambiamento avvertiti nei primi mesi di amministrazione, rischiano di essere oscurati e sepolti. Alcune polemiche puzzano di vecchio, di irrecuperabile: non si pùò perdere tempo a discutere sulla paternità del marciapiede da rifare o degli alberi da tagliare e ripiantumare. Né, tanto meno, è vitale per chi vive a Monteroni preoccuparsi di quanto resti in carica un dirigente comunale. Ai cittadini interessa che chi occupa quel ruolo, non sia più un tassello della 'dannata' burocrazia ma che sia un professionista serio e competente e abbia tanta voglia di mettere a disposizione della comunità ciò che sa fare. Perché, mentre le chiacchiere muovono a malapena l'afa di questi giorni d'estate, la sicurezza stradale nel paese non scoppia di salute. Nella cinta urbana, anche gli incidenti degli ultimi giorni, potrebbero non essere stati causati solo dall'imprudenza e dall'inesperienza ma anche dall''incuria amministrativa “maturata” negli anni”.
Si resta in attesa che il cambiamento di rotta si renda più visibile, mentre assistiamo entusiasti all'iniziativa di chi per proteggere l'incolumità dei suoi concittadini e delle loro auto, s'industria con attrezzi, tanta buona volontà e portafoglio personale per riparare il manto stradale di un'arteria che, specie in questi mesi, è molto trafficata. E all'azione di chi per condannare gli “imbecilli” affigge cartelli nelle discariche abusive, nella speranza che l'orgoglio civico e ambientalista non si senta chiamato in causa solo davanti alla minaccia di una centrale a biomasse da non costruire ma, che si affretti ad affiorare anche se si tratta di smaltire solo il materasso che è da buttare. Infine, si resta in attesa che la” stagione dei controlli” non tardi arrivare.
Buona estate a Monteroni.

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