Naike Silipo nel film dedicato alla Fonte: “La bellezza di questa terra è un dono di Renata”

Anche un po’ di Monteroni nella puntata di “Liberi Sognatori”, la fiction di Canale5 andata in onda nelle scorse domeniche: l’attrice Naike Anna Silipo ha interpretato Dolores,

la migliore amica di Renata Fonte, nella pellicola “Una donna contro tutti” dedicata proprio alla figura dell’assessora neretina uccisa nel 1984.

Naike Anna Silipo, vive a Lecce ed ha una grande esperienza alle spalle da attrice e regista. Metà leccese e metà monteronese (da parte della madre), Silipo è tornata sul piccolo schermo proprio in questi ultimi giorni interpretando una parte nella puntata di “Liberi Sognatori” dedicata alla Fonte. Una bella soddisfazione per lei, che ha vestito i panni di Dolores, la migliore amica della giovane donna ammazzata nel 1984 dagli speculatori contro cui combatteva.

“È stato magico. Non dimenticherò mai - racconta l’attrice - il giorno in cui ho conosciuto Viviana Matrangola, la figlia di Renata Fonte. Lei era molto presente sul set, disponibile e attenta. E’ stata fondamentale per me. Mi ha dato, e ci ha dato, ancora più consapevolezza della storia che stavamo per raccontare. Attraverso il respiro di Renata abbiamo portato i telespettatori ad una presa di coscienza, che si traduce poi nella sconfinata bellezza che da sempre è intorno a noi, e sempre andrebbe protetta. Ringrazio infinitamente Viviana per avermi parlato in modo così aperto e coraggioso: è prezioso il modo in cui lei si concede e concede agli altri di provare emozione. Se mi guardo indietro, questo è il regalo più bello che mi porto a casa”.

tg monteroni nike3Guardando invece ancora più indietro si scorge, nelle parole di Naike Silipo, l’attenta e precisa preparazione che richiede un film del genere: “La prima cosa da fare in questi casi - dice lei - è ascoltare chi ha vissuto di persona tutta la vicenda. Essere curiose e non avere paura di chiedere tutto, anche le cose all'apparenza più banali. Bisogna poi avere chiaro il quadro storico: questa è anche la storia dell'Italia tra gli anni 80' e 90' che vede una società in grande cambiamento. L'urbanizzazione è sempre più forte, le campagne e l'agricoltura poco a poco perdono di valore e l'industrializzazione colonizza molti dei nostri territori modificandone addirittura la geografia. Renata Fonte è riuscita a intuirne il meccanismo e la pericolosità con le relative conseguenze ambientali che da tempo stiamo pagando”.  

E sull’interpretazione della protagonista Cristiana Capotondi, Naike non ha dubbi: “Ha fatto un grande lavoro sul linguaggio, lasciandosi ispirare da questa grande storia e dalla scrittura. E' stato molto bello vederla al lavoro: la sua serietà, la disponibilità al dialogo e la dolcezza fanno di lei un'attrice generosa e versatile. Molto spesso si lasciava incantare dalla bellezza della natura di Porto selvaggio e passava del tempo in silenzio a contemplare il mare… ispirata da Renata! Sarebbe bello lavorare di nuovo insieme”.  

Il sacrificio dell’assessore di Nardò è stato fondamentale per la salvaguardia di Porto Selvaggio. E il suo senso di appartenenza, il coraggio e la voglia di andare contro i poteri forti dell’epoca hanno lasciato senza dubbio un’impronta forte: “Renata era unica. Anche io come lei - prosegue Naike Silipo - sono stata lontana dalla Puglia per molto tempo. Sono partita che avevo appena 15 anni, troppo presto, per quanto mi riguarda, per comprendere appieno la bellezza della mia terra. Adesso sono a Lecce, sono ritornata a casa, dopo aver vissuto per tanti anni in Sicilia e a Roma. Mi mancava stare a contatto con la natura. Ora so che un pezzetto di questa natura è un regalo che Renata mi ha fatto e che in molti non conoscono”.

Ed ancora: “Mi sento di dire che il tempo passa, e se poche cose cambiano in meglio, il modo di pensare purtroppo rimane in parte lo stesso. È questo che è pericoloso e difficile da smantellare, il pensiero. Quel pensiero materialista, la frenesia di quell’atteggiamento consumistico che non porta a preferire il pomodorino coltivato proprio dietro casa. Quel fare approssimativo che strizza l’occhio ai piccoli favoritismi e alimenta l’invidia. Lecce e Nardò non sono delle città, ma dei grandi paesini dove tutto è sotto gli occhi di tutti. E se sei tornato da poco non esitano a farti sentire, comunque, straniero. Sono tutti preoccupati di proteggere la loro nicchia di potere. Quello che stiamo pagando oggi - afferma la giovane attrice - è una mancata educazione alla bellezza. Come me, molti miei coetanei e coetanee sono da poco tornati in Puglia e sostengono la loro terra votando contro le trivelle in mare, aderendo ai Nac ed i No Tap, o lottando attraverso realtà come Brindisi Bene Comune, altra città imbruttita dalle politiche mafiose che hanno ucciso uno dei porti più belli del Salento”.

Diplomata presso l’Accademia Nazionale d’Arte Drammatica “Silvio D’Amico” di Roma, Silipo si è inserita subito nel mondo del teatro e della televisione. Nel 2012 ha fondato la compagnia teatrale SenzaFissaDimora Teatro, producendo gli spettacoli “fermata non richiesta”, “Tre Sorelle: Stratigrafia di un vuoto” e “Solo Dio Sa”. Ha inoltre interpretato la giovane vice-questora Livia Cataldi nello spin-off “Rosy Abate – la serie”. Oltre alla carriera di attrice porta avanti quella di regista. Nel 2014 ha girato il suo primo cortometraggio “ImmaginareT” e nel 2015 “Io non sono grande” (selezionato tra i 19 registi italiani under 40 per il concorso I LOVE GIOVANI AUTORI ITALIANI, oltre ad aver ricevuto altre menzioni speciali in vari premi).

A breve, intanto, comincerà le prove per il nuovo spettacolo teatrale di Emma Dante per il Ciclo delle Tragedie Siracusane, mettendo in scena "Eracle" di Euripide dal 10 maggio al 23 giugno: “Per me è la realizzazione di un doppio sogno: quello di lavorare con il genio dell'autrice Emma Dante e di calcare la pietra del teatro antico di Siracusa dove ha avuto origine il teatro. Un onore far parte di questo gruppo e iniziare insieme un viaggio così importante”, racconta l’attrice salentina. Ma nel suo futuro c’è anche altro. La vedremo, infatti, anche in televisione, fra poche settimane, in “Figli di ‘ndragheta”, un film che verrà trasmesso dalla Rai per la regia di Giacomo Campiotti: “Interpreto la moglie del giudice - spiega Naike - che gli 'ndranghetisti temono e minacciano perché si è messo in testa, come prevede la legge grazie al protocollo “Liberi di scegliere”, di togliere loro i figli per sottrarli al contesto mafioso in cui sono destinati a crescere e che da anni ha cercato di ridare nuova vita, dignità a tutti quei ragazzi che hanno deciso di allontanarsi dalle cosche mafiose e della ‘ndrangheta”.

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