Alcuni testimoni della spedizione punitiva al Palazzetto: attimi di terrore

Ne parlano tutti i giornali. Monteroni torna sotto l’occhio attento dei media e non per fatti positivi. Ciò che è accaduto qualche giorno fa al Pala Quarta-Lauretti, in occasione del derby tra Monteroni e Taranto, ha lasciato tutti a bocca aperta.

Una serata di paura del tutto inattesa, che ha fatto preoccupare, e non poco, la grande maggioranza dei tifosi giunti pacificamente al palazzetto per incoraggiare la propria squadra.
E le testimonianze di chi era presente si trasformano in un vero racconto horror:”Ho ancora davanti a me tutta la scena – spiega Mino L. - I tifosi del Taranto erano parecchio movimentati durante la partita, questo è vero. Ma nessuno di noi avrebbe mai immaginato che sarebbe potuto succedere una cosa simile. Mancavano una manciata di secondi alla fine dell’incontro. Monteroni era ormai in vantaggio di 10 punti. Tutto ad un tratto vedo entrare un tipo incappucciato con in mano un bastone, diretto verso i tifosi tarantini. Un attimo dopo gli aggressori diventano una ventina. Si crea il caos. Parte l’inseguimento dei carabinieri nei confronti degli ultras, che erano usciti dal lato posteriore della struttura e probabilmente si erano ormai rifugiati tra gli ulivi del Velodromo. Per fortuna nessuno ha riportato gravi lesioni. Resta la rabbia e l’amarezza di un comportamento ai limiti dell’inverosimile”.

Parole che non lasciano spazio ad interpretazioni. Così come quelle del giovanissimo giocatore Matteo Martina, che al momento sedeva in panchina: “Ero concentrato. Seguivo la partita. Quando tutto ad un tratto vedo della gente con il volto coperto dirigersi verso le tribune. Ancora non capivo bene cosa stesse succedendo. E’ stato terribile”.

E tra il pubblico casalingo c’è chi ha provato addirittura a cercare il dialogo con i roboanti tifosi ospiti, senza però esito positivo: “i tarantini hanno  avuto un atteggiamento provocatorio per tutta la partita.  – ci spiega Antonio P. - Durante la pausa del secondo quarto sono andato pacificamente da loro a spiegare che non era il caso di reagire in questo modo, se non altro per la presenza tra gli spalti di famiglie e minorenni.  La risposta, che a loro non importava nulla, mi ha lasciato perplesso”.

Anche Claudio M. era lì: “30 secondi di terrore – ci spiega - Soprattutto per i bambini, che all’entrata degli ultras, sono scappati disperatamente. E’ successo tutto così velocemente, che molti spettatori hanno realizzato soltanto dopo. E’ stato un gesto di violenza inaudito. Ricordo di aver visto tante famiglie monteronesi nel panico”.

Nel frattempo, dopo il danno, arriva anche la beffa: il giudice sportivo ha deciso di squalificare il campo del Monteroni per tre giornate. Una sanzione ingiustificabile, che riempie di rabbia i tifosi gialloblu: “Penso che sia assurdo – parla Enrico P., in rappresentanza della curva di casa– le provocazioni dei tarantini sono state completamente ignorate dal tifo monteronese. Non possiamo assolutamente perdere le ultime partite di campionato dell’NPM per colpa di qualche delinquente che è del tutto estraneo alla nostra realtà. Rischia di andare in fumo un’intera stagione per un episodio che non ci riguarda minimamente”.

La società è pronta a lottare, annunciando il ricorso. La Quarta Caffè Monteroni avrà sicuramente bisogno della sua tifoseria per affrontare le ultime partite, fondamentali in chiave play-out. Per i fatti estranei al rettangolo di gioco c’è ormai poco altro da dire e da pensare.

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