Impianto biometano, è l’ora dell’udienza al Tar: la decisione nelle mani dei giudici

La decisione passa nelle mani della giustizia amministrativa. Mercoledì 15 maggio è prevista l’udienza di merito davanti al Tar di Lecce che deciderà le sorti del famigerato impianto di digestione anaerobica della frazione organica dei rifiuti per la produzione di biometano. 

Una querelle che va avanti ormai da anni. E che ha visto enti e cittadini scendere in campo in prima linea per dire “no” alla realizzazione della centrale prevista nell’ex fabbrica Cito, a pochi passi dalla stazione ferroviaria di Monteroni. Il progetto, proposto dalla Par srl, nel 2016 ha incassato il diniego della Provincia di Lecce che al termine della conferenza dei servizi ha rigettato la richiesta di Autorizzazione integrata ambientale. Un provvedimento che è stato poi impugnato dalla srl con un ricorso che sarà ora vagliato dai giudici amministrativi.

“Cosa ci aspettiamo dal TAR? Che venga confermato - afferma l’ingegnere Ernani Favale, uno dei promotori della battaglia contro la centrale - quanto espresso dalla provincia di Lecce in sede di conferenza dei servizi, nella quale anche tutti gli altri enti che hanno partecipato hanno espresso parere contrario, a partire dall’Asl che in fase di decisione applicò il principio di precauzione. Ma soprattutto la giornata del 15 maggio dovrebbe sancire anche in un tribunale che in nessun caso e in nessun luogo le decisioni che incidono sul territorio devono essere prese ignorando le comunità locali, come invece è successo a Monteroni”.

Il Comitato intanto rilancia la mobilitazione. “Questo progetto, scoperto per caso da un movimento della sinistra cittadina, portò i monteronesi a riunirsi in un comitato, che si è costituito per tutelare i diritti dei cittadini e preservare un ambiente sano per le generazioni future. Con prese di posizioni chiare - afferma Elisa Grasso, portavoce del comitato “No Centrale” - abbiamo voluto far capire alla Par srl e all’intera collettività che ci sarà sempre qualcuno che si opporrà alla creazione di progetti che non hanno un'utilità per la collettività o che non abbiano i requisiti adatti. Il 15 maggio verrà scritta un'altra pagina di questa battaglia ambientale, sociale e per una visione di territorio che non può essere compromessa dall'interesse privato. Il comitato sarà presente anche in questa sede, in questa data importante. E ancora una volta saremo in campo a sostegno del diritto dei cittadini di scegliere il futuro per il proprio territorio”. 

Insieme al comitato NoCentrale si sono costituiti in giudizio per sostenere il diniego al progetto l’amministrazione comunale di Monteroni, quella di Carmiano, l’Union3, la Provincia, la Regione Puglia e altri enti che hanno preso parte alla conferenza dei servizi.

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