Addio all’architetto Totò Errico. Con la sua Befana ha regalato sorrisi, verità e umorismo

Monteroni piange la scomparsa di Salvatore Errico. “Totò”, volto storico della comunità locale, si è spento quest’oggi. Aveva 78 anni. Architetto, docente, pittore e disegnatore, ma anche e soprattutto vignettista e direttore per quasi mezzo secolo del giornale umoristico “La Befana”,

che puntualmente e immancabilmente arrivava nelle edicole a cavallo di capodanno. E proprio nelle vesti di curatore della rivista di satira, diventata un cult della monteronesità, è entrato nelle case e nei cuori dei suoi concittadini.

Personaggio verace, appassionato e diretto, pungente e fumantino. Si autodefiniva il “grillo parlante”, sempre con la battuta di spirito pronta. Nel 1974 prese in mano il timone del “rotocalco” nato nel secondo dopoguerra, nel 1946. Per poi portarlo avanti fino all’ultima edizione di tre anni fa, quando l’insorgere della malattia ha bloccato le rotative. È stato l’ultimo curatore, vulcanico e innamorato, della sua Befana. Ma l’architetto Errico è stato anche autore di libri sulla storia e le tradizioni locali, i proverbi e l’arte salentina: “Il palazzo Baronale di Monteroni”, pubblicato insieme a Mario Cazzato; e poi “I mestieri di una volta”, “Li ditteri te li antichi”, “Li sciuèchi te nna fiàta”. Come tecnico, ha collaborato col Coni sul fronte dell’impiantistica sportiva. Poi ha insegnato storia dell’arte ed ha vinto premi nell’ambito di rassegne nazionali di pittura e di umorismo.

Con la Befana e le sue vignette, ha denunciato i vizi e descritto le virtù dei monteronesi prendendo di mira soprattutto i politici locali, i sindaci e le amministrazioni tutti i tempi, picconando a destra e a manca con i soliti cavalli di battaglia e la sua visione caricaturale del paese. Ha dispensato lodi, rimproveri, fumetti e sonetti (sia dialettali che in lingua), sfottò e stornelli in rima baciata. E con leggerezza e affetto ha salutato, criticato e omaggiato autorità, gente comune e personaggi più in vista del paese.

Sotto la lente di un divertito e genuino sarcasmo ha fatto scorrere i fatti della sua Monteroni, ricordando principalmente ai potenti di turno di non prendersi molto sul serio. Ha fatto sorridere e riflettere con la matita scherzosa e appuntita dell’ironia. Un pungolo necessario e indimenticabile. Con lui se ne va un pezzo di storia.

L’architetto Errico lascia la moglie, due figlie e tre nipotine. I funerali si terranno sabato 15 dicembre, alle 15.30, nella chiesa Madre di Monteroni.

LA COPERTINA DELL'ULTIMA EDIZIONE DE "LA BEFANA" (1 GENNAIO 2016) E QUELLA DEL GENNAIO 2014 DEDICATA A PAPA FRANCESCO E A MONSIGNOR MARCELLO SEMERARO

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