Roberto e Simone, da Monteroni all'Olimpico per l'addio di Totti: capitano leggendario

Da Monteroni all’Olimpico per l’ultima partita di Francesco Totti: una giornata memorabile per Roberto e Simone Centonze, due fratelli salentini tifosissimi della Roma.

L’ultima partita di Francesco Totti con la maglia della Roma ha commosso un’intera nazione. La bandiera, il simbolo, la storia di una città intera ha infatti deciso di appendere gli scarpini al chiodo dopo 28 anni di puro amore e di vero attaccamento alla maglia. Tra i 70.000 privilegiati accorsi all’Olimpico in occasione di una giornata storica per il calcio italiano vi erano anche due monteronesi: parliamo di Roberto e Simone Centonze, fratelli (22 e 17 anni rispettivamente) da sempre tifosissimi della Roma.

I due sono arrivati in mattina a Roma in compagnia di Maristella, un’altra salentina: “Essere in Curva Nord all’Olimpico in una partita del genere – dice Roberto – è stato veramente emozionante. Era una giornata particolare. Fa sempre male dire addio ad un campione del genere. Totti per la Roma è stato il punto di riferimento per 25 anni. Il pezzo principale di una squadra. Il più importante per completare un puzzle durato 28 anni, se contiamo anche i 3 delle giovanili. Lo sconforto tra le tribune era qualcosa di inverosimile. Si faticava ancora a crederci. Erano tanti gli striscioni significativi. ‘28 anni di fedeltà, Capità dimme che stai a scherzà’, recitava uno”.

E la passione per la Roma ha radici lontane per Roberto e Simone: “l’amore per questa squadra è nata nel tempo – aggiunge Roberto - E grazie anche a campioni come Totti. Può sembrare insolito, visto che in Salento siamo veramente pochi a tifare Roma”. Ed ancora sulla partita: “Dopo l’esultanza dell’ultimo gol al 90’ eravamo tutti felici – aggiunge Simone - ma poi è partita la festa per Totti e la commozione è stata inevitabile. Avevamo i brividi e le lacrime agli occhi. Totti è stato fino all’ultimo un uomo esemplare ed un grande capitano. Ha pianto insieme al suo pubblico perché oltre ad essere romanista era anche romano. Ha insegnato a tutti che si può essere fedeli alla propria maglia, amando la propria città ed i propri tifosi. Ha insegnato che il rispetto per la propria squadra viene prima dei contratti stellari”. Infine: “E’ stata un’esperienza che sicuramente ricorderemo per tutta la vita – conclude Roberto - Avremo il piacere di raccontarla a chiunque ce lo chiederà. Un saluto a TgMonteroni e Daje Roma!”.

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