Velodromo, si va verso la ripresa dei lavori dopo 4 anni di stop. Sarà la volta buona?

Non è passata inosservata la presenza di ruspe e operai nel cantiere del Velodromo degli Ulivi di Monteroni che era bloccato da quattro anni.

Secondo i ben informati, è il viatico per la ripresa dei lavori. Buone nuove, a quanto pare, nell’uovo di Pasqua. In questi giorni, dunque, mezzi meccanici all’opera all’interno del cantiere per quelle che sono state definite “operazioni di messa in sicurezza”. Interventi, tuttavia, che potrebbero a brevissimo spianare la strada al rifacimento della pista, i cui ruderi occupano la scena da decenni dopo almeno due false partenze (clicca qui - LEGGI LA STORIA DEL VELODROMO).

Si attende quindi un nuovo inizio per i lavori di completamento dell’anello. La pista del Velodromo, insomma, potrebbe scrollarsi di dosso l’etichetta di eterna incompiuta, la “nomea” di una “tela di Penelope” icona dello spreco e dell’abbandono. Sarà la volta buona?
La notizia positiva è che la Provincia di Lecce, comproprietaria dell’impianto insieme al Comune di Monteroni, sarebbe in procinto di assegnare (come previsto dalla legge) la prosecuzione dei lavori alla ditta che si è classificata seconda al bando di gara di cinque anni fa, alle spalle cioè dell’impresa che è poi fallita. L’obiettivo è il completamento quantomeno dell’anello. La conferma potrebbe arrivare a giorni.
Nella primavera del 2013, il cantiere chiuse i battenti per il fallimento della ditta che si era aggiudicato l’appalto da 2milioni e 800mila euro. E il rifacimento della pista si fermò quindi a metà. Negli ultimi vent’anni sono state almeno due le cerimonie di posa della prima pietra del “nuovo” Velodromo in predicato di diventare struttura “polifunzionale”. Nessuna delle due ha portato ad una completa ricostruzione. Interi lustri di lungaggini e tiremmolla burocratici, di lavori avviati e mai conclusi. L’ultimo tentativo è stato intrapreso nel giugno 2011 ed è naufragato, come è noto, nel 2013. Anni in cui il cantiere è stato oggetto peraltro di furti e saccheggi.

In rovina anche il parco e l’area circostante, alla mercé dei vandali e del degrado.
Eppure, qualcosa si muove al cospetto dei ruderi.
E l’avvistamento delle ruspe all’interno del cantiere riaccende le speranze per il recupero del glorioso impianto sportivo, dove nel 1976 Francesco Moser si laureò campione del mondo nell’inseguimento individuale. Proprio un anno addietro, fu lo stesso campione italiano di ciclismo, durante una visita al “relitto”, a lanciare il suo appello a 40 anni di distanza dalla storica vittoria conquistata sulla pista di Monteroni.
Nei mesi scorsi, peraltro, il Velodromo è stato escluso per un soffio (il progetto si è classificato 186esimo, mentre 183 sono stati quelli finanziati) dal bando “Sport e periferie” del Coni (LEGGI ARTICOLO). Comune e Provincia avevano chiesto 770mila euro di fondi aggiuntivi. A Palazzo di Città sono però fiduciosi. Con un probabile rifinanziamento della graduatoria da parte del governo, il Velodromo avrebbe ottime chance di essere “ripescato”.

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