Giornata della memoria al Polo1. Il Fante Quarta raccontato ai ragazzi

Ogni volta che si celebra la “Giornata della Memoria”, riaffiorano nuovi stati d’animo, nuove emozioni, sfuggiti negli anni passati. È un percorso senza fine al quale mancherà sempre qualcosa, perché il periodo storico narrato è privo di ogni logica.

A conclusione dei momenti di riflessione che hanno caratterizzato i giorni scorsi, nei vari plessi dell’Istituto Comprensivo Primo Polo di Monteroni, è doveroso sottolineare la partecipazione con cui i nostri ragazzi hanno affrontato tale argomento per cercare di comprendere le tante storie raccontate. Il Dipartimento di Lettere dell’Istituto ha organizzato diverse attività didattiche: nella Scuola Secondaria di primo grado, i ragazzi del terzo anno, insieme ai docenti coinvolti nell’iniziativa, si sono recati, nel pomeriggio del 27 gennaio, presso Cinema Oratorio dei Salesiani di Lecce, per assistere alla visione del film “Il Viaggio di Fanny”. Gli studenti di seconda e prima hanno letto alcune pagine del “Diario di Anna Frank” per poi passare alla visione del film “Mi ricordo di Anna Frank”.

La Scuola Primaria, con la collaborazione dell’Associazione Arma Aeronautica sezione di Monteroni, ha organizzato poi un incontro con il luogotenente della Guardia di Finanza in pensione, Salvatore Quarta, figlio di Antonio, sopravvissuto alla Seconda Guerra mondiale. All’incontro sono intervenute anche alcune classi della scuola secondaria. Dopo i saluti del Presidente della locale associazione dell’Arma Azzurra, il colonnello Aldo De Rinaldis, e della dirigente scolastica, professoressa Maria Rosaria Manca, i ragazzi hanno ascoltato con interesse il racconto di Quarta. È stata una preziosa testimonianza non solo per conoscere la storia di un valoroso monteronese (a cui sarà intestato il parco di via del Mare LEGGI ARTICOLO), deportato in Germania e sopravvissuto ad incredibili crudeltà, ma anche per conoscere, con assoluta certezza, quanto accadeva in quei luoghi.

Il calvario del nostro concittadino ha inizio l’8 settembre del 1943, data in cui il Capo del Governo, Pietro Badoglio annunciava agli italiani l’armistizio che echeggia nei vari reparti del Regio Esercito, oltreché nell’intero Paese come un fulmine a ciel sereno. Tutti gioiosi, pensando ad una guerra ormai finita.  Purtroppo le ostilità continuano e il Regio Esercito in pochi giorni va allo sbando. L’armistizio riserva al signor Antonio solo dolore e sofferenza. Infatti, il 12 settembre 1943, è catturato dalle truppe tedesche a Larissa (Grecia) e gli vengono prospettare delle scelte: continuare a combattere a fianco dell’esercito tedesco; far parte della nascente Repubblica sociale (RSI); vivere di stenti nei lager nazisti; lavorare per sostenere l’economia del Terzo Reich.

Il fante Antonio Quarta, senza esitazione e con gesto eroico, sceglie di rimanere fedele alle stellette, al giuramento, al tricolore, al Re. A quattro giorni dalla proclamazione dell’armistizio, Quarta, il 23 settembre 1943, dopo dodici giorni di lungo ed estenuante viaggio, viene deportato e internato nel “lager” nazista di Wietzendorf. Nel grande campo di prigionia (così scrive sul suo taccuino) dopo essere stato registrato, è trattenuto per circa un mese subendo continuamente oltraggi alla dignità personale, trattamenti umilianti e degradanti.

La sorte si accanisce ancor più contro di lui e viene deportato nel lager 543 XA - ubicato nella città di Lubecca (oggi patrimonio dell’Unesco). Questo nuovo campo non è diverso dal precedente: lo stesso comportamento disumano, le stesse umiliazioni. Lo trasferiscono (com’è annotato sul suo taccuino) in una fabbrica di barattoli dove è utilizzato per la raccolta di macerie, dall’alba fino alla sera. Nel periodo di prigionia soffre la fame, il freddo, la stanchezza, ma la fede in Dio lo sostiene nei momenti più difficili. Finalmente nel maggio del 1945 gli alleati penetrano nel campo di prigionia e lo liberano. Nel settembre dello stesso anno può finalmente riabbracciare la famiglia e la sua amata Iolanda. Il 31 gennaio 2011, durante la Cerimonia di consegna delle Medaglie d’Oro al valor militare, al Quirinale e nelle sedi provinciali, l’allora Presidente della Repubblica Giorgio Napolitano conferisce all’eroe Antonio Quarta, scomparso il primo gennaio 1987, la Medaglia d’Onore alla memoria in qualità di cittadino italiano militare deportato ed internato nei lager nazisti.

Tutti i diritti sono riservati. È vietata qualsiasi utilizzazione, totale o parziale, dei contenuti inseriti nel presente portale
TGMonteroni.it
Supplemento online di totemgiornale.it - Registrato al Tribunale di Lecce N° 22/2012 - Direttore Responsabile: Vincenzo Paticchio - Direttore Editoriale: Eleanna Bello

WebMaster: EiX.it