La testimonianza di 2 monteronesi che hanno vissuto il terremoto ad agosto

La tragedia del terremoto del Centro-Italia è destinata a far parlare di sé ancora per molto tempo. Tra le difficili testimonianze raccolte in questi giorni, figurano anche due ex Monteronesi, che hanno vissuto in primo piano le scosse di quella terribile giornata.

Mirko Caputo originario di Monteroni, professione guardia di finanza, vive dal 1993 a Tortoreto e si trovava proprio nella sua abitazione al terzo piano al momento del terremoto. “Sono stati attimi di paura – racconta Mirko - Io e la mia famiglia eravamo letteralmente terrorizzati. Pensavo a mia moglie ed i miei bambini, il più grande di 4 anni ed il piccolino di 20 mesi, avevo la premura di dover fare qualcosa per loro. Per fortuna siamo riusciti a mantenere la calma. Passati quegli attimi, io in primo piano ho cercato di prestare supporto logistico a chi ne aveva bisogno” La catastrofe, a detta del signor Caputo, è stata improvvisa e inaspettata: a differenza di quella del 2009 di Onna (vissuta per altro anche essa dalla persona in questione) che aveva già dato forti segnali anticipatori qualche giorno prima, quella più recente è stata senza dubbio repentina ed immediata. “La città per fortuna ha retto meglio rispetto alle altre – dice Mirko - ciò non è bastato però per non scatenare il panico. Il paese in questo periodo è pieno di turisti, che forse, un po' per inesperienza ed un po’ per inettitudine hanno affrontato malissimo la situazione, correndo e facendosi prendere dalla paura”.

Alessandra Cristofori, origini Monteronesi da parte materna, vive a Sant’Omero in provincia di Teramo, a 18 km da Ascoli Piceno. Anche lei sfortunatamente ha vissuto dal vivo la tragedia del 24 agosto. “Stavamo dormendo – ribadisce Alessandra - e ad un certo punto abbiamo sentito il letto muoversi da una parte all’altra. In noi erano ancora presenti i ricordi del terremoto dell’aprile del 2009 (ndr. terremoto a L'Aquila). Come 7 anni fa, abbiamo pensato di metterci sotto lo stipite della porta per stare al sicuro. Terminato tutto, siamo usciti per strada per capire cosa fosse successo. Le nostre case per fortuna sono antisismiche. Per un momento abbiamo anche deciso di rientrare, ma alla seconda scossa delle 4:30 siamo arrivati alla decisione di dormire in macchina. Ora io e la mia famiglia siamo da mia zia. Ancora non ce la facciamo a ritornare in quella casa” Anche a Sant’Omero non sono stati registrati gravi danni per fortuna. L’esperienza resta comunque traumatica, in maggior modo per la madre di Alessandra, che a sua detta, ha dovuto dormire in un garage per una settimana, scossa dalla sventura. “È qualcosa che non riesci a governare. Sei in balia di quello che la terra vuole. La sensazione è quella di non avere potere su nulla. Devi aspettare e sperare che non succeda nulla. Ho già un po’ di ansia a tornare nella mia casa, perché con tutte le precauzioni che si possono prendere, dopo l’esperienza di l’Aquila e Ascoli Piceno, credo di aver capito che contro la natura non si può proprio nulla”.

 

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