Incendio all’Ecocentro, si riaccende un focolaio. Stop a latte, uova e prodotti: scatta l’ordinanza cautelativa

Si riaccende un focolaio (già spento dai vigili del fuoco) del grave incendio nell’area dell’Ecocentro di Ecotecnica, a Lequile. Intanto i primi cittadini dei paesi della zona procedono con le ordinanze a tutela della salute pubblica. Anche il sindaco di Monteroni, Mariolina Pizzuto, ha disposto un provvedimento in via cautelativa e precauzionale, alla luce delle indicazioni degli organismi sanitari e in attesa degli accertamenti ambientali.

L’incendio

Nella giornata di oggi, giovedì 3 settembre, intorno alle 13, probabilmente anche a causa del vento, si è registrata la ripresa di un focolaio che ha interessato una parte di materiale plastico presente all’interno dell’area dell’Ecocentro di Ecotecnica, nel territorio di Lequile, in prossimità di un capannone, parzialmente crollato a seguito dell’incendio dei giorni scorsi. Il materiale interessato dalle fiamme si trovava in prossimità della parte di capannone ancora integra ma instabile, motivo per il quale non si è potuto nei giorni precedenti lavorare con i mezzi pesanti a tutela dell’incolumità degli operatori, considerate le condizioni della struttura. L’incendio è stato spento dai vigili del fuoco e al momento risulta sotto controllo. Le squadre dei pompieri proseguono le attività di monitoraggio e di verifica dell’area, al fine di scongiurare l’eventuale riaccensione di ulteriori focolai.

L’ordinanza

Intanto, a seguito della comunicazione inoltrata dall’Asl Lecce – Dipartimento di Prevenzione, anche la sindaca di Monteroni – così come aveva già fatto il primo cittadino di Lequile – ieri ha disposto con un’ordinanza, in via cautelativa e precauzionale, la sospensione della commercializzazione e del consumo di latte, uova e altri prodotti di origine animale e vegetale, anche trasformati, provenienti dalla zona compresa nel raggio di un chilometro dal sito dell’incendio. Un provvedimento forte, seppure cautelativo, che rende evidente come la fase più critica dell’incendio sia superata, ma non i dubbi sulle possibili ricadute ambientali. “Desidero però rassicurare i cittadini – dichiara Pizzuto – su un punto importante: il nostro Comune si trova a circa 4,2 chilometri dall’area interessata dall’incendio e quindi il territorio di Monteroni è al di fuori della fascia di 1 chilometro individuata dalla Asl. Abbiamo comunque ritenuto doveroso adottare tempestivamente ogni misura precauzionale indicata dagli organismi sanitari, perché quando si parla di salute pubblica la prudenza e la tutela dei cittadini vengono prima di tutto. L’invito è quindi a prestare attenzione alla provenienza dei prodotti e, fino a nuove disposizioni, ad evitare quelli provenienti dalla specifica area interessata dal provvedimento. Continueremo a seguire la situazione passo dopo passo, senza creare allarmismi ma senza sottovalutare nulla, e vi informeremo tempestivamente attraverso i canali ufficiali del Comune non appena saranno disponibili nuovi dati e gli esiti definitivi delle analisi. La serenità dei cittadini nasce prima di tutto da informazioni corrette, chiare e trasparenti”.

I Comuni

Il provvedimento prende le mosse dalla proposta della Asl Lecce, che ha applicato il principio di precauzione in attesa che siano completate le analisi ambientali. Nell’ambito delle verifiche, il Dipartimento di Prevenzione ha individuato Lequile e San Pietro in Lama tra i territori direttamente coinvolti, estendendo le comunicazioni anche ai Comuni di San Donato di Lecce, Monteroni, Copertino e Galatina.

Il rogo doloso (partito da un bosco adiacente all’impianto) che nei giorni scorsi ha interessato l’Ecocentro, coinvolgendo cumuli di rifiuti e materiali plastici e generando una nube di fumo visibile anche a chilometri di distanza, ha destano preoccupazione e allarme. E l l’attenzione resta alta. Superata la fase strettamente legata alle fiamme e alla gestione dell’emergenza, il fronte degli accertamenti si sposta ora sulle possibili conseguenze ambientali: sotto osservazione ci sono la qualità dell’aria, i terreni, le coltivazioni, le risorse idriche e, più in generale, la sicurezza dei prodotti destinati al consumo. L’obiettivo, in questa fase, è quello di acquisire attraverso le analisi un quadro preciso della situazione e consentire alle autorità competenti di assumere eventuali ulteriori provvedimenti sulla base di dati certi. Una fase di monitoraggio che procede parallelamente alle attività dei vigili del fuoco nell’area dell’Ecocentro, dove resta alta l’attenzione per evitare la riaccensione di altri focolai.

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