Copertino, un caso-fotocopia all’impianto di biometano di Monteroni

Intanto, a pochi chilometri, in quel di Copertino, spunta un’iniziativa quasi analoga. E nelle scorse settimane si è aperta la fase del confronto in merito alla proposta di un impianto industriale di decarbonizzazione  per il recupero dei rifiuti organici.

“È un impianto biologico, senza odori e senza inquinamento. Nessun rischio, quindi, per salute e ambiente”. È quello che hanno sostenuto progettisti e consulenti della Par, tra tecnici dell’università di Venezia e ricercatori dell’ateneo salentino. Il gruppo di lavoro della srl, con studi e relazioni, ha difeso la validità di un impianto “a basso impatto ambientale” sostenendo che “non ci saranno odori e che saranno trattate 33mila tonnellate all’anno di frazione umida organica proveniente solo dalla raccolta differenziata porta a porta: ovvero non più di dieci camion al giorno”. Per la Par appare peraltro “impossibile l’utilizzo di sostanze di altra natura che finirebbero per bloccarne il funzionamento. Si ha paura di quello che non si conosce: l’impianto meccanizza un processo naturale come la digestione anaerobica che avviene nello stomaco dei mammiferi. E non c’è nessuna combustione”. Rispetto agli effetti sulla salute, per i consulenti di parte “l’indice di pericolo è inferiore all’unità e l’inquinamento è al di sotto del livello stabilito dalle norme”. “E non è vero che si intende perseguire solo il profitto a scapito della salute: invece, si è puntato principalmente sulla migliore tecnologia che tutelasse la salute dei cittadini. L’impianto – è la sintesi di una nota della Par – comporterebbe inoltre indubbi benefici economici per tutta la cittadinanza di Monteroni che potrà vedersi ridotta in maniera corposa la tassa sui rifiuti”.

 Intanto, a pochi chilometri, in quel di Copertino, spunta un’iniziativa quasi analoga. E nelle scorse settimane si è aperta la fase del confronto in merito alla proposta di un impianto industriale di decarbonizzazione  per il recupero dei rifiuti organici sul territorio della città del Santo dei Voli. Se n’è parlato in un workshop promosso dalla società di ingegneria spagnola “Ingelia”, che intende realizzare il progetto nella zona industriale di Copertino, in un’area di via Enzo Ferrari che sorge accanto all’ex mattatoio comunale, a circa quattro chilometri dall’abitato. L’impianto punta a trasformare la frazione umida in biocarbone utilizzabile per varie applicazioni industriali e come combustibile rinnovabile anche per il riscaldamento domestico. Per i progettisti si tratta di un salto tecnologico di qualità rispetto alla digestione anaerobica e al compostaggio: in un ambiente chiuso i rifiuti organici reagiscono con l’introduzione di acqua a 180 gradi. Un processo, giudicato “ecosostenibile” dai promotori, che si completa in otto ore. Il trattamento partorisce poi due prodotti: biocarbone e acqua fertilizzante. “Valuteremo con attenzione. Dal confronto con gli esperti – afferma l’assessore all’ambiente di Copertino, Antonio Franco – è emerso che si tratta di una nuova tecnologia destinata ai paesi ricicloni, senza emissioni, senza combustione o scarti”. Una tecnologia esclusiva che è il frutto di un percorso di ricerca ammesso ai finanziamenti europei e che ha portato al deposito di quattro brevetti industriali. Sull’impatto ambientale, Il Comune di Copertino piazza i paletti. “Siamo nella fase dell’ascolto, siamo solo al punto di partenza. Seguiranno incontri con cittadini, medici, ingegneri, sindaci dei territori vicini, associazioni ambientaliste e categorie. Se mai questo progetto dovesse vedere la luce, è imprescindibile che nasca – afferma il sindaco di Copertino, Sandrina Schito – con una condivisione dal basso. Prima di tutto la tutela di ambiente e salute: quando questi aspetti potranno essere garantiti, non escludo, visto che il ciclo dei rifiuti non si è mai chiuso in Puglia, che una ipotesi del genere possa essere praticabile. Copertino fa il 70% di differenziata e puntiamo all’obiettivo rifiuti zero”. Un caso-fotocopia quindi ad un tiro di schioppo da Monteroni. E mentre il progetto della centrale per la produzione di biometano sembra avviarsi verso un nulla di fatto, resta da vedere come andrà a finire invece in quel di Copertino.

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