Segnati da un destino comune. Nel bene e nel male: nel gelido inverno con la neve a sorpresa dello scorso inizio di gennaio e nella cappa di afa irrespirabile delle ultime settimane di questo agosto a 40 gradi.
Immortalati dallo scatto del grande Marcellino che, se ci avesse riprovato in questi ultimi giorni, avrebbe potuto immortalare qualche goccia di sudore scendere dalla fronte dei due simulacri bronzei, tra i simboli dell’identità monteronese. Sarà per la prossima volta. Pare, infatti, che il “miracolo” del maestrale stia per compiersi. L’ansia da attesa è ormai agli sgoccioli.
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