La giunta nega trasferimento vigilessa, vicesindaco si astiene. E un agente va al giudice del Lavoro

Due casi tengono banco nell’ambito della polizia municipale di Monteroni. Con delibera di giunta del 22 marzo scorso, il Comune ha negato il nullaosta per il trasferimento in quel di Arnesano del maresciallo della polizia municipale, Paola Quarta, che aveva appena vinto il relativo concorso.

E la questione ha poi fatto registrare il distinguo della vicesindaco Sonia Martino, presente alla seduta, che si è astenuta votando quindi in disaccordo col resto dei componenti dell’organo di governo. “Perché ritengo utile, ai fini della delibera, fare considerazioni diverse sulle motivazioni”: con queste parole, riportate nel verbale, l’avvocato Martino, numero due di Palazzo di Città, ha giustificato la sua decisione.

Alla stessa riunione di giunta era assente l’assessore Piero Favale. Tutti gli altri (il sindaco Angelina Storino e gli assessori Tommaso Leucci, Antonio Madaro e Giorgio Manfreda) hanno votato a favore.

L’esecutivo ha quindi deliberato a maggioranza il diniego al trasferimento della dottoressa Quarta, che nei mesi scorsi aveva partecipato con esito positivo alla procedura di mobilità esterna, per titoli e colloquio, indetta dal Comune di Arnesano.

Il “no” è figlio della nota del responsabile del settore polizia municipale di Monteroni, il capitano Patrich Sorge, “che ha reso parere contrario - esplicita la delibera - all’accoglimento della richiesta della dipendente”. Il mancato permesso è stato motivato dall’ufficiale con “l’esiguo numero di operatori” inquadrati nell’organico della Polizia locale e con la necessità, espressa negli strumenti di programmazione, di incrementare il personale del medesimo settore”.

Nelle motivazioni della delibera si afferma che “l’amministrazione comunale, pur avendo cercato sempre di agevolare le aspettative personali e professionali dei propri dipendenti, non può tuttavia non tener conto delle ragioni organizzative dell’Ente funzionali a garantire efficienza ed efficacia al servizio di controllo del territorio reso alla cittadinanza, ed a tutelare i livelli minimi di sicurezza e legalità”. Inoltre, il provvedimento rammenta le “stringenti normative in materia di spesa del personale che limitano considerevolmente la possibilità di nuove assunzioni da parte dell’ente comunale”.

Sta di fatto che sulla decisione si è consumato un mezzo strappo tra la vicesindaco e il resto della giunta.  

Intanto, un’ulteriore questione - del tutto scollegata rispetto a quella precedente - riguarda un altro agente in forza ai vigili urbani di Monteroni, Marino Vonghia, che ha presentato ricorso davanti alla Sezione Lavoro del tribunale di Lecce. Il poliziotto della municipale, difeso dall’avvocato Mario Rossi, si è rivolto al giudice per chiedere il diritto all'inquadramento, sin dal momento del passaggio alle dipendenze del Comune di Monteroni, in una posizione economica superiore rispetto all’attuale. La prima udienza è fissata per il 18 aprile. Il comune di Monteroni resisterà in giudizio ed ha affidato la difesa dell’ente all’avvocato Isabella Monastero, legale incaricato dalla giunta.  

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