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Case popolari, morosità per acqua e affitti: confronto tra sindaco, Aqp e Arca

Faccia a faccia tra Acquedotto pugliese, Arca e amministrazione comunale di Monteroni: al centro del confronto le situazioni di morosità degli inquilini delle case popolari. Un problema annoso che riguarda principalmente le palazzine del rione dell’Assunta (zona 167),

ma anche di altre zone del paese, circa i mancati pagamenti relativi all’erogazione dell’acqua ma anche ai canoni di affitto.
Intanto, tra i primi accorgimenti rientrano le installazioni di contatori individuali che quantomeno scongiureranno tagli indiscriminati che, in ogni caso, colpiscono anche anziani, disabili e bambini. 
L’incontro si è svolto ieri mattina, nella sede dell’Acquedotto, alla presenza dei rappresentanti di Aqp, dell’ente “Arca” e del sindaco Angelina Storino.

Il tema del consumo dell’acqua, bene pubblico essenziale, non può essere derubricato a un mero fatto formale o economico. E in una nota, il primo cittadino parla di un colloquio che si è reso necessario per “intraprendere un percorso unitario di risoluzione di alcune problematiche relative alle annose situazioni debitorie nei confronti di Acquedotto pugliese e Arca. Premesso - annuncia Storino - che si sta già cercando di attuare degli interventi finalizzati all'installazione di contatori individuali così da rendere quanto prima indipendente per ogni singolo appartamento o, laddove non fosse possibile, per gli appartamenti di ogni scala, il consumo idrico, informiamo che per sanare la situazione debitoria nei confronti di Acquedotto occorrerà versare un acconto di 50 euro per ogni unità abitativa. Seguirà il relativo piano di dilazione per un massimo di 48 rate; il tutto sarà ratificato e riconosciuto da un'assemblea condominiale convocata dall'Amministratore di condominio”.

Sull’altro fronte, “per quanto concerne le situazioni debitorie con Arca riguardanti i canoni di affitto, si potranno sanare le morosità - spiega il primo cittadino - anche con situazioni di sfratto, versando il 30% del debito complessivo e dilazionando il restante 70% fino ad un arco temporale di 10 anni”.