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“Biondo”, l’automobilista ai carabinieri: 'Ho fatto manovra a U, non mi sono accorto del cane'

“Nessun atto volontario, ma una repentina manovra ad U con l’auto”. L’automobilista che guidava il suv che ha investito il cane “Biondo” si difende. E ieri si è presentato dai carabinieri della stazione di Monteroni, che indagano sull’accaduto, insieme al suo legale, l’avvocato Alessandro Favale.

 Al cospetto degli inquirenti l’uomo ha reso spontanee dichiarazioni per spiegare la sua versione e chiarire la dinamica di quello che è accaduto alle 23.45 dello scorso 5 giugno: una manovra che ha causato la morte della bestiola che in quel momento dormiva sul piazzale all’ingresso del deposito di bombole di gas.

Dopo la denuncia presentata in procura dall’associazione “L’Impronta” si procede per l’ipotesi di reato di uccisione di animale. Saranno quindi gli organi preposti a valutare l’intenzionalità o meno del fatto.  

Intanto, il conducente non ci sta e con una nota firmata insieme al suo legale ribatte. “Nessuna volontarietà, ma purtroppo solo la repentinità di una manovra ad U che, invadendo l’area prospiciente la sede stradale, ha inavvertitamente impattato il povero animaletto. Il giovane che guidava la sua vettura non ha avuto affatto consapevolezza di avere urtato il cagnetto, ma ha ritenuto di avere impattato una pietra o un ingombro sul piazzale. Di ciò ha avuto consapevolezza nella giornata di venerdì quando dalla visione di alcuni fotogrammi pubblicati come post sui social media locali ha riconosciuto la sua vettura”.

La presa di posizione va poi avanti: “Prontamente sentiti i carabinieri di Monteroni dal sottoscritto avvocato Favale, che aveva ricevuto l’incarico di informare le autorità circa l’imprudente repentina manovra ad U del conducente, questi ha immediatamente riferito alla presenza del luogotenente Fiorita la dinamica del sinistro in cui è stato coinvolto il povero cagnetto”.

Davanti agli inquirenti, il conducente del suv ha dichiarato “di esser particolarmente amareggiato per l’accaduto ed addolorato per la morte del cane di quartiere della cui presenza non si era affatto avveduto, soprattutto in considerazione dell’affetto che da sempre nutre per gli animali possedendo attualmente tre cani ed otto gattini ed avendo sostenuto con volontarie donazioni associazioni ambientaliste ed animaliste. Giova ricordare che la famiglia ha in passato concesso per anni l’utilizzo dei terreni di proprietà per l’insediamento di un canile a Monteroni per il ricovero di cani randagi. L’ imprudente manovra ad U che per la repentinità dell’esecuzione ha inavvertitamente impattato il cagnetto e la conseguente morte lo hanno particolarmente amareggiato data la delicatezza d’animo da sempre manifestata e l’attenzione nei confronti degli animali che lui e la sua famiglia hanno sempre dimostrato”, si legge nella nota.

Infine, il conducente passa all’attacco: “Pur esprimendo tutta la sua disapprovazione per la imprudente condotta di guida, contesta però - sottolinea Favale - la ricostruzione che sinora è stata effettuata sui social media e sugli organi di stampaassicurando che tutte le dichiarazioni diffamatorie ed ingiuriose che gli sono state rivolte e che  gli saranno ancora indirizzate saranno prontamente valutate dall’autorità giudiziaria cui verrà affidata apposita querela denuncia nei prossimi giorni per i fatti calunniosi e penalmente rilevanti che saranno riscontrati da parte di chicchessia”.