Percosse, lesioni e sequestro di persona per 8mila euro: in sei finiscono in carcere

Alle prime luci dell’alba, i carabinieri della tenenza di Copertino e della compagnia di Gallipoli hanno eseguito sei misure di custodia cautelare in carcere, emesse dal Gip Carlo Cazzella, su richiesta del pm Paola Guglielmi, nell’ambito dell’operazione denominata “I soliti sospetti”.

I sei arrestati sono ritenuti responsabili di lesioni personali aggravate e sequestro di persona a scopo di estorsione nei confronti di due persone. Avrebbero compiuto, infatti, una vera e propria spedizione violenta nei confronti di due individui sospettati erroneamente di un furto di 8mila euro compiuto ai danni di uno degli aggressori. In carcere sono finiti cinque persone di Carmiano e una di Monteroni.

I nomi contenuti nell’ordinanza del Gip sono quelli di Eupremio Lauretti, 44 anni; Ivan Petrelli, 41; Gianfranco Quarta, 42, tutti e tre già noti alle forze dell’ordine; Marco Paladini, 32 anni, e Cristiano Quarta, 28, entrambi incensurati. Tutti e cinque sono di Carmiano. L’altro arrestato è Stefano Gabellone, 42 anni, di Monteroni, anche lui già noto agli inquirenti.

LA VICENDA

La vicenda, ricostruita dall’attività investigativa, è stata illustrata dagli inquirenti nel corso della conferenza stampa che si è tenuta in mattinata, a Lecce, presso il Comando provinciale dei carabinieri. La banda è finita dunque in carcere per la spedizione punitiva che sarebbe stata compiuta nella tarda serata dello scorso 10 settembre, a Carmiano, quando i sei si recarono presso l’abitazione di una donna e, in sua presenza, picchiarono il suo compagno (che ha poi rimediato lesioni e 10 giorni di prognosi) ed un suo amico.  

Dopodiché, prelevarono con forza le due vittime costringendole ad entrare su due distinte autovetture: uno dei due fu persino chiuso all’interno del bagagliaio. Condotti nelle campagne di Salice Salentino, furono nuovamente oggetto di violente percosse. Vennero poi riportati a Carmiano, in casa della donna, con l’intimazione di consegnare entro un quarto d’ora la somma di 8mila euro in contanti presso un distributore di carburanti nelle vicinanze. Secondo i carabinieri, il movente alla base della pesante azione criminale è riconducibile all’erronea convinzione da parte dei sei arrestati (un’idea peraltro non suffragata da alcun elemento di prova) che le due vittime fossero gli autori di un furto di 8mila euro perpetrato poche ore prime presso l’abitazione del padre di uno degli aggressori. La spedizione punitiva era quindi finalizzata e recuperare quella somma di denaro e a farsi giustizia da sé. L’indagine, supportata dalle dichiarazioni delle vittime e dai riconoscimenti fotografici, ha quindi portato all’identificazione e all’arresto dei sei componenti della banda.

 

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