Positivo a coca e alcol, indagato il conducente del gommone. Resta grave il 33enne

Clamorosi sviluppi nell’inchiesta avviata dalla Guardia Costiera di Porto Cesareo e di Gallipoli per fare luce su quanto è accaduto all’alba del 2 agosto, intorno alle 5.30, nelle acque di Torre Lapillo. Una giornata di mare e di navigazione, nel volgere di un attimo, si è trasformata in un dramma.

Nell’incidente è rimasto gravemente ferito Angelo Tarantino, 33 anni, giovane di Monteroni che lavora presso un’attività di Porto Cesareo. E che ora, in una stanza del reparto di Rianimazione dell’ospedale Vito Fazzi di Lecce, continua a combattere la sua battaglia per la vita. Tarantino sarebbe finito in acqua, mentre il natante prendeva il largo dalla costa di Torre Lapillo (LEGGI ARTICOLO). Secondo gli accertamenti degli inquirenti, la causa sarebbe da ricondurre ad una manovra brusca compiuta dall’amico "timoniere": una forte accelerata e un’improvvisa virata avrebbero scaraventato in mare il 33enne, che si trovava seduto proprio dal lato più esposto.

L’elica del motore fuoribordo (un Suzuki da 140 cavalli) ha poi colpito in pieno il giovane monteronese, lacerandogli il corpo dalle gambe alla schiena.

Si procede, quindi, per lesioni colpose gravissime. E nel registro degli indagati è finito proprio il nome del conducente dell’imbarcazione, M.A., 36 anni, di Porto Cesareo: ad aggravare pesantemente la sua posizione sono le evidenze degli esami tossicologici.

L’uomo è risultato positivo sia all’alcol che alla cocaina. E per questo i militari della Guardia Costiera gli hanno contestato l’aggravante della guida in condizioni psicofisiche compromesse dall’assunzione di sostanze stupefacenti.

Il gommone (lungo sei metri) è stato posto sotto sequestro, mentre al "timoniere" è stata ritirata la patente nautica. Inoltre, è stata comminata una sanzione economica perché il natante era sprovvisto di copertura assicurativa.

Oltre all’indagato, gli inquirenti hanno interrogato anche l’altro passeggero, una ragazza rumena che era a bordo dello scafo.

Intanto, le indagini della Guardia Costiera non si fermano: i militari hanno acquisito le registrazioni di un impianto di videosorveglianza che potrebbero aver ripreso i drammatici attimi dell’incidente.

Filmati in grado, probabilmente, di dare una risposta ai punti interrogativi ancora presenti sul taccuino degli investigatori. 

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