La solidarietà di Monteroni con il dott. Serravezza ancora in sciopero della fame

La vicenda del gasdotto Tap a San Foca di Melendugno che negli ultimi mesi ha sollevato proteste e polemiche a causa della deturpazione dell’ambiente e dell’espianto di numerosi alberi d’ulivo lungo il tracciato dell’opera, nelle ultime settimane ha assunto anche un’altra piega.

Accanto alle rovine  contro il paesaggio naturale della nostra terra, la Lega Italiana contro i tumori (Lilt) di Lecce ha sollevato in modo energico e significativo anche i danni contro la salute. È così che l’oncologo salentino, Giuseppe Serravezza, presidente della sezione leccese della Lilt, da sempre in prima linea nelle battaglie contro l’inquinamento ambientale, tra le cause principali dell’insorgenza dei tumori, ha intrapreso da otto giorni uno sciopero della fame, dal quale non intende retrocedere, proprio per protestare contro il gasdotto Tap, nel disperato tentativo di chiedere alla politica di ascoltare il territorio per cercare iniseme altre soluzioni che non arrechino conseguenze negative al benessere dei Salentini, già prostrati dagli effetti nefasti della Centrale di Cerano e dell’Ilva di Taranto.

 

A tal proposito, riceviamo e pubblichiamo una nota del monteronese Giorgio Gerardi, componente del direttivo della Lilt provinciale di Lecce. Nel suo intervento Gerardi è solidale con Serravezza e con tutti gli attivisti No Tap e ricorda che anche Monteroni – che in passato ha goduto del sostegno del noto oncologo proprio contro la centrale a biometano -  è coinvolta nella battaglia essendo il sindaco Storino cofirmataria del documento dei 94 primi cittadini del Salento che hanno chiesto al Capo dello Stato di fermare lo scempio. Ecco il testo integrale del comunicato di Gerardi.

“In questi giorni un cittadino salentino, il dottor Serravezza Giuseppe, oncologo e responsabile scientifico della LILT Lecce, sta combattendo una battaglia contro la Tap. Nonostante tutte le sue manifestazioni di dissenso, rimaste inascoltate dalla politica, ma  accolte e condivise dal presidente, direttivo (del quale mi onoro di far parte) e da tutti i volontari LILT della provincia di Lecce, incluso Monteroni. Nel nostro paese il dottore è intervenuto in prima linea sostenendo il no alla centrale a biometano. Attualmente  Monteroni non é escluso dagli effetti negativi del gasdotto sulla salute, prova ne sia che il sindaco è cofirmatario del documento presentato al Presidente della Repubblica. Sono certo che il suo sacrificio sarà di aiuto a noi salentini. Questa sera il Presidente Emiliano sarà da lui per un colloquio privato, personalmente spero che serva a convincere il dottore a smettere lo sciopero e allo stesso modo a coinvolgere il governo a rivedere il progetto Tap”. Giorgio Gerardi - componente direttivo Lilt - prov. Lecce

BURSOMANNO

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